Instabilità, terrorismo islamico, disoccupazione, guerre e bombardamenti. Ecco a cosa hanno portato le “rivoluzioni democratiche” della mezzaluna araba
Era una delle quattro chiese cattoliche del paese. Si trovava ad Aden, roccaforte dei ribelli sciiti cacciati dall’Arabia Saudita e ora invasa da Al-Qaeda e Isis
Riyad da una parte ha fatto approvare una mozione al Consiglio Onu per i diritti umani per condannare l'intervento del nemico russo in Siria, dall'altra ha nascosto le violazioni dei diritti umani in Yemen
La monarchia islamica, a capo del Consiglio per i diritti umani senza averne mai rispettato uno, è forse il maggior finanziatore dei jihadisti in Siria
Intervista al vicario apostolico dell'Arabia meridionale, Paul Hinder: «Sareste stupiti di vedere le nostre chiese, pienissime. Che differenza con le vostre in Europa!»
Ecco perché la più incancrenita e sanguinosa fra le rivolte arabe che tanto avevano affascinato il mondo tre anni fa oggi sembra non interessare a nessuno (eppure la materia per l'indignazione internazionale non mancherebbe)