Il ricordo del cofondatore di Tempi e «fratello maggiore “di fatto” di Amicone». E quella lettera ricevuta in carcere, parte di un dialogo lungo una vita
Gli bastava un bagliore d’occhi per dargli la certezza che sì, noi eravamo quelli di sempre, pronti a sguainare la spada per difendere il giusto, il vero, il bello
Eravamo amici perché ci capivamo, vedendo bene sulla nostra carne che la vita è una cosa seria, che non dà una terza via: o la offri per un ideale grande, oppure la bruci