sanità
Renato Balduzzi è stato nominato ministro della Salute nel governo Mario Monti. Costituzionalista ed esperto di sanità, è ricordato come il professore che ha guidato la stesura del disegno di legge sui Dico e che ha difeso l'operato della magistratura nel caso Eluana Englaro. Molto legato a Rosy Bindi
«Adesso sembra che non ci sia bisogno della carità ma solo della scienza e del diritto degli operatori e degli ammalati, ma in fondo gli ospedali necessitano dello stesso impeto degli ospedali di una volta». Pubblichiamo la recensione dell'ultimo libro di Francesco Agnoli che appare sul numero di Tempi in edicola
Il premier Silvio Berlusconi fa il suo dovere: va in Aula, senza l'opposizione, si scusa per l'incidente parlamentare e afferma che resta. Però non è asciutto, non spiazza l'avversario, fa sbadigliare Bossi con l'elenco delle riforme, non parla di Prodi, dell'euro, della speculazione, della spesa sanitaria impazzita e di quella previdenziale folle. L'analisi del direttore del Foglio
John Garvey, presidente della Catholic University of America, critica sul Washington Post la riforma sanitaria voluta dal presidente Barack Obama che obbligherebbe anche le istituzioni cattoliche a "offrire agli studenti procedure di sterilizzazione e prescrizione di contraccettivi, comprese le pillole che agiscono dopo la fecondazione e che causano l’aborto"
Sta scatenando una vivace polemica lo spot tv di "Obiettivo risarcimento", società che riunisce avvocati e medici legali promettendo aiuto alle vittime della malasanità. Secondo il dott. Renzo Puccetti, membro dell'Associazione Scienza e Vita, «Il messaggio televisivo pare aiutare i pazienti ma in realtà va a loro discapito, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista fisico, poiché sta dando origine al fenomeno della "medicina difensiva"»
La sanità secondo Obama obbliga le assicurazioni a fornire contraccettivi e aborti. E azzera la libertà di coscienza dei medici. Un disegno di ingegneria sociale che incide sulla concezione dell’uomo prima che sui conti. Trattando la maternità come una malattia e la procrezione come un inconveniente
Il ginecologo e bioeticista Angelo Francesco Filardo spiega a Tempi che EllaOne, la "pillola dei 5 giorni dopo", non è affatto un contraccettivo: «E' della famiglia della Ru486. Entrambe modulano il recettore del progesterone, l'ormone che serve all'embrione per annidarsi nell'utero. EllaOne è quindi abortiva, perché impedisce all'embrione di vivere»