Il Nyt nota che sta diventando sempre più difficile «liberare l'Ucraina» ed «evitare un conflitto diretto tra Usa e Russia». Per il direttore di Limes, Caracciolo, le armi non bastano: «Bisognerà considerare l’invio di nostre truppe»
Germania e Stati Uniti hanno annunciato l'invio di carri armati a Kiev. Il generale Marco Bertolini a Tempi: «L'escalation è evidente. Bisognerebbe spegnere il conflitto, non alimentarlo»
Per la prima volta aziende statali cinesi hanno venduto a Mosca giubbotti ed elmetti protettivi. Per gli Usa la prospettiva è «preoccupante». Se il sostegno si allargasse, la guerra in Ucraina potrebbe cambiare
Il regime di Baku continua a bloccare il Corridoio di Lachin e a perseguitare gli armeni. Ma l'interessamento di Usa e Ue mette a repentaglio gli interessi azeri e russi nell'area
Dopo quasi un anno di conflitto, va trovata una soluzione che protegga gli ucraini e crei un sistema di sicurezza che coinvolga anche i russi. Intervista a tutto campo all'ex ambasciatore
Di fronte alla prospettiva di una apocalisse militare, l’alternativa ultima è tra l’avvento di un potere assoluto in grado di distruggere tutti gli altri e la cultura della vita che può venire solo dalla fede. La “filosofia della guerra” secondo Henri Hude
Kiev può utilizzare le armi della Nato per colpire la Crimea, a costo di scatenare un'escalation nucleare. L'obiettivo dell'amministrazione Biden sarebbe quello di spaventare Putin e convincerlo a trattare
Per sperare che Kiev resista a Mosca la Nato deve produrre più armi e più velocemente. Ma non è solo l'Occidente a riattivare la macchina bellica: perfino Giappone e Corea del Sud ora parlano apertamente di dotarsi di armi nucleari
L’analista Torlizzi sgonfia l’entusiasmo per la scoperta a Kiruna: «È poco di fronte al monopolio cinese nel settore. Impossibile decarbonizzare alla velocità imposta dall’Ue senza consegnarsi a Pechino»
Sondaggio: il 48 per cento dei cittadini europei vorrebbe che l'Ucraina raggiungesse un accordo anche a costo di concessioni territoriali. Tedeschi e austriaci i più favorevoli. Italiani divisi su armi a Kiev e sanzioni a Mosca