Intervista a Massimo Ilardo, direttore di Aiuto alla Chiesa che soffre, intervenuto al Meeting: «Vuoi sapere se un paese è libero? Guarda se c'è libertà religiosa».
Non si sa se il fatto sia vero, ma la piccola rischia l'ergastolo o la morte. Scarsa la mobilitazione per un episodio scandaloso. Solo Paul Bhatti, fratello di Shahbaz, sta facendo qualcosa. il precedente di Asia Bibi
Le 11 infermiere hanno mangiato e bevuto in ospedale: subito dopo sono collassate. «Avvelenare una persona per aver pranzato durante il Ramadan è un atto barbaro».
Il numero uno dei terroristi, Al Zawahiri, chiede ai tunisini di «invocare la Sharia». In Egitto e Libia una Costituzione dominata dalla legge islamica è al vaglio. Segnali di allarme dai paesi che già l'hanno instaurata.
Abu Yahya Al Libi, numero due di Al Qaeda, è stato ucciso in Pakistan da un drone. Il fratello accusa: «Gli Usa sono disumani. Al Libi era un bravo musulmano. Noi non uccidiamo senza una buona ragione».
In un quartiere popolare della città pakistana il negozio gestito da alcune suore: «È pericoloso lavorare qui». Ma è il solo posto in tutto il Paese a vendere la Bibbia: «Siamo le postine di Dio»
Succede in un villaggio tribale del Pakistan. Gli uomini condannati a morte sono riusciti a scappare. La corte della Sharia: «La condanna valga di esempio per tutti».
Intervista a Peter Jacob, segretario esecutivo della Ncjp, Commissione della Chiesa cattolica pakistana, che si batte contro la blasfemia: «Casi orchestrati ad arte come per Asia Bibi, che però sta bene».
Munir Masih e sua moglie Ruqayya hanno sei figli. Knaul, inviata Onu per l'indipendenza dei giudici: «I giudici condannano per blasfemia anche in mancanza di prove perché hanno paura degli estremisti».