Manovra/ Napolitano firma, Formigoni attacca: «Grave mossa del governo»

Giorgio Napolitano ha emanato il Dl sulla manovra finanziaria. Il ministro dell’Economia Tremonti, presentandola, ha dichiarato: «L’intervento è da 48 miliardi, nel 2014 raggiungeremo il pareggio di bilancio». Ma Formigoni attacca: «Il governo non ci ha incontrato. Abbiamo un’ipotesi di manovra da 45 miliardi che non deprime l’economia. Ci ascoltino»

Giorgio Napolitano ha emanato il Dl approvato dal Consiglio dei ministri il 30 giugno scorso, “essendo stati essenzialmente ricondotti i suoi contenuti – si legge in una nota del Quirinale – alle norme strettamente attinenti alla manovra finanziaria ed a quelle suscettibili di incidere con effetto immediato sulla crescita economica“. Nella nota, il presidente della Repubblica “rileva altresì che il decreto-legge prevede gran parte della manovra necessaria per raggiungere il pareggio del bilancio entro il 2014; per la restante parte si dovrà procedere con gli ordinari strumenti di bilancio relativi al triennio 2012-2014 e i relativi disegni di legge collegati”.

Con questa manovra l’Italia riuscirà a raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014. Ne è sicuro il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, presentando la manovra ai giornalisti: «Siamo totalmente convinti che quanto disposto con questa manovra ci porta linearmente e strutturalmente sul sentiero di arrivo al pareggio di bilancio. E se sei al pareggio, il debito scende automaticamente». L’intervento globale si attesterà su 48 miliardi: «Sarà di 2 miliardi il primo anno, di 6 il secondo, poi di 20 miliardi e quindi di ulteriori 20 miliardi. Questi sono i numeri che diamo in parlamento e in Europa. Ma per chiarire tutto vi daremo la tabellina». In precedenza il ministro aveva indicato gli importi dei diversi anni, senza.

La manovra però non è stata bene accolta da tutti: «Stigmatizzo negativamente l’atteggiamento del governo al quale da lungo tempo avevamo chiesto un incontro che era stato prima negato, poi fissato e quindi cancellato all’ultimo momento. E’ grave dal punto di vista sia istituzionale sia sostanziale». Parla così il governatore Roberto Formigoni dopo la cancellazione del vertice tra governo, Regioni, Comuni e Province indetto per affrontare la manovra. «Dovevamo iniziare l’esame di una manovra negativa, molto negativa – aggiunge il presidente della Lombardia – perché cancella alcuni finanziamenti essenziali per i servizi che Regioni e Comuni devono rendere e non contiene manovre di stimolo per due settori in grave difficoltà come famiglie e piccole imprese».

«Abbiamo alcune proposte alternative – prosegue Formigoni – che possono rispondere alla richiesta dell’Europa per una manovra da 45 miliardi senza deprimere l’economia e i ceti medi e popolari. Le porteremo nei prossimi giorni augurandoci che il governo accetti di tornare ai tavoli di confronto».