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«La giusta decisione del governo di pubblicare i redditi (pur non essendo tenuti a farlo), ha scatenato una serie di commenti che mi lasciano sgomento. Manca solo di sentire "il capitale è un furto e chi lo possiede è un ladro": ma ci siamo quasi». Pubblichiamo il commento che Gianni Ferrari, socialista tutto d'un pezzo, ha inviato a tempi.it
Per sfuggire alla censura del Partito comunista, in Cina fioriscono gli e-book, saghe dal sapore europeo e inchieste contro il potere stabilito. Su circa 510 milioni di cinesi che possiedono un tablet, uno smartphone o un computer, 200 milioni leggono romanzi autopubblicati. I caratteri che ogni giorno sono caricati on line sfiorano i 60 milioni
A marzo in Cina si riunirà il Parlamento cinese farlocco. Un documento inviato al governo dell'Anhui, trafugato e diffuso sul web, raccomanda di «consegnare alla giustizia chiunque agisca in modo sovversivo o si connetta con altre persone su Internet». Commentatore politico cinese: «Scrivere queste cose nero su bianco era tabù».
Natale si avvicina ed è tempo di regali, anche se la sobrietà quest'anno regna sovrana. Fortuna che c'è Internet, con le sue vendite private, il sottocosto, le offerte riservate ai soci. Resistere è impossibile, comprare tremendamente facile: basta una carta di credito e il gioco è fatto. Ma se si cade troppo in tentazione...
Pechino vuole impedire che le notizie di soprusi e incidenti che le persone diffondono su internet vengano riprese dai quotidiani. Chi le pubblica rischia la revoca a vita della tessera. Il regolamento: "Ognuno deve riuscire a trovare le notizie sul campo. I servizi dovranno avere almeno due fonti differenti per la stessa notizia. I giornalisti dovranno fornire prove precise"