È la voce circolata in Egitto ma nasce da un malinteso. «La Costituzione oggi parla di "principi della sharia", resti così con un'esenzione per i non musulmani», spiega il segretario del Santo Sinodo.
Naglaa Ali Mahmoud, moglie di Mohamed Morsi, neoeletto presidente dell'Egitto, starà al fianco del marito ma «conscia dei suoi limiti». Primavera araba non significa emancipazione femminile.
Le timide aperture e le preoccupazioni della Chiesa copto-cattolica dopo l'elezione a presidente di Mohammed Morsi. Il timore è che si introduca la legge coranica
Tunisia, Egitto, Libia, Yemen, Siria: la Primavera araba ha portato dappertutto instabilità e gruppi islamisti al potere. La situazione paese per paese.
L'esercito non annuncia il vincitore delle elezioni presidenziali, voci governative affermano che domenica sarà nominato Shafiq presidente. Militari avvertono: «Bene le proteste, ma solo se pacifiche».
I risultati ufficiali delle elezioni presidenziali egiziane arriveranno solo giovedì. Quasi certa la vittoria di Morsi, dei Fratelli Musulmani. Comunque vada, il potere resta ai militari.
Il portavoce della Chiesa cattolica, p. Rafic Greiche, a tempi.it: «La sentenza che ha dissolto il Parlamento è giusta». Ma in tanti sono preoccupati: «È un colpo di Stato militare».
Il numero uno dei terroristi, Al Zawahiri, chiede ai tunisini di «invocare la Sharia». In Egitto e Libia una Costituzione dominata dalla legge islamica è al vaglio. Segnali di allarme dai paesi che già l'hanno instaurata.
L'uomo dei Fratelli Musulmani e il liberale ex membro del regime di Mubarak si sdidano in ballottaggio a metà giugno per la presidenza dell'Egitto. Ecco le proposte, i punti deboli e forti dei due politici.
Al ballottaggio per le presidenziali andranno Mohamed Morsi (Fratelli Musulmani) e Ahmed Shafik (ex Mubarak). Ma resta l'incubo del colpo di Stato da parte dei militari.