Tabacci: “No alle nozze e alle adozioni gay”. Video di tempi.it

Video intervista esclusiva di tempi.it all’assessore del Comune di Milano: «Mi pare del tutto sbagliato scimmiottare un rapporto così delicato e trasformarlo in un fatto che ha una rilevanza di natura costituzionale». E sulla possibilità per i gay di adottare bambini: «Troverei del tutto sbagliato che nozze fra persone dello stesso sesso siano il presupposto per arrivare a forme di adozione».

In questa intervista video esclusiva a tempi.it, Bruno Tabacci, assessore al Bilancio, Patrimonio e Tributi di Milano spiega la sua posizione a riguardo delle unioni omosessuali. Tabacci si dice favorevole a un’estensione dei diritti civili per le coppie delle stesso sesso, ma contrario al matrimonio gay e alla possibilità per queste coppie di adottare dei bambini.

Tabacci illustra così la propria posizione in merito a un dibattito pubblico tornato di cronaca dopo la sentenza della Corte di Cassazione: «Penso si possa andare verso un’estensione dei diritti civili. Penso che sia un atto umano che debba essere considerato e rispettato in tutta la sua profondità». 

Parlando però delle nozze fra omosessuali, l’assessore milanese è netto nel rifiutare di «scimmiottare un rapporto così delicato e trasformarlo in un fatto che ha una rilevanza di natura costituzionale. Mi pare del tutto sbagliato. La famiglia, nei suoi affetti sia religiosi sia civili, va tutelata perché è la sede in cui si snoda la vita sociale».

Tabacci aggiunge anche una riflessione sullo stesso argomento: «Troverei del tutto sbagliato che nozze fra persone dello stesso sesso siano il presupposto per arrivare a forme di adozione». Tabacci spiega tale convincimento facendo riferimento alla propria personale esperienza: «Mi è capitato di diventare orfano di padre da giovane. Il solo fatto di riconsegnare compiti in cui c’era solo la firma di mia madre» mi faceva sentire «diverso».  «Quindi – prosegue Tabacci – immaginiamo un bambino che, a differenza degli altri, possa immaginare di avere due genitori dello stesso sesso. Mi pare una decisione forzata perché, non solo non va nella direzione della natura, ma in un’altra direzione».