Svezia, l’unico paese al mondo dove vince chi promette «più tasse per tutti»

Negli ultimi otto anni il premier Reinfeldt ha abbassato le imposte e fatto ripartire l’economia ma gli svedesi ne hanno abbastanza e vogliono la sinistra, che promette di raddoppiare l’Iva

tasse-svezia-aumentoMentre Matteo Renzi prova a destreggiarsi a destra e a manca per racimolare soldi e mantenere l’eterna incompiuta promessa di «abbassare le tasse», in Svezia il premier uscente e il suo avversario fanno a gara a chi promette più aumenti delle imposte.

AUMENTERÒ LE TASSE. «Per il prossimo mandato, che va dal 2014 al 2018, non abbasserò ulteriormente le tasse», giura solennemente Fredrik Reinfeldt, da otto anni alla guida del paese. Anzi, forse aumenterà le imposte su alcol e tabacchi. Ma i rivali socialdemocratici lo sfidano apertamente: noi aumenteremo le tasse sull’assunzione di giovani e raddoppieremo l’Iva.

NON È UNO SCHERZO. Quello che sta succedendo in Svezia sembra una barzelletta in un paese sommerso dai balzelli come l’Italia, un capovolgimento del mondo. Ma non è così e un motivo, forse, c’è. In Svezia tutti pagano le tasse, la disoccupazione è bassa e i cittadini sono fieri del loro modello di welfare “dalla culla alla tomba”. Otto anni fa Stoccolma “vantava” la tassazione più elevata al mondo: dopo otto anni di cura Reinfeldt (foto a fianco), si trova al quinto posto.

L’ECONOMIA CRESCE. Da quando è stato eletto nel 2006, il premier ha ridotto la pressione fiscale dal 48 al 44% rispetto al Pil. L’imposta sui ricchi e la tassa di successione sono state eliminate, l’equivalente dell’Irpef è stato ridotto di cinque volte e l’Ires dimezzato. Mentre tutta Europa, sotto il diktat della Germania, parlava di austerità, Reinfeldt ha «eliminato o abbassato tasse dannose per la nostra economia». Risultato: l’economia cresce, il pareggio di bilancio è stato raggiunto nel 2012, nel 2017 ci si aspetta un surplus e ad oggi il debito pubblico della Svezia è al 40% del Pil, la metà di quello tedesco.

IL MINISTRO “NERD”. Ad applicare nel concreto la svolta liberale, che è valsa a Reinfeldt la rielezione nel 2010, è Anders Borg (foto a fianco), ministro dell’Economia svedese considerato dal Financial Times «il migliore in Europa» e definito dalla stampa inglese un “nerd”. L’economista moderato con un passato da opinionista pro-drugs è solito presentarsi a Bruxelles con l’orecchino e i capelli raccolti in una vaporosa coda di cavallo. Questo 43enne sarà anche «sfigato» ma ha rilanciato l’economia svedese, alla faccia dei noiosi e impettiti burocrati di Bruxelles.

TROPPE POCHE IMPOSTE. Ma nonostante questi indiscutibili successi, gli ultimi sondaggi dicono che la coalizione di centrosinistra è al 52 per cento e quella di centrodestra solo al 36. I socialdemocratici hanno lanciato una campagna accusando l’attuale governo di avere abbassato troppo le tasse, tanto da non avere più soldi, ad esempio, per ristrutturare le decadenti infrastrutture scolastiche.
L’accusa sembra aver fatto breccia nel cuore degli svedesi, tanto che Reinfeldt ha promesso che non taglierà mai più tasse e spese.

ELEZIONI. I socialdemocratici, vedendo che la tattica funziona, si sono fatti prendere un po’ la mano e hanno paragonato la Svezia alla Grecia, costringendo il premier uscente a rilanciare con un aumento mirato delle imposte. Vedremo nei prossimi mesi cosa succederà, ma se Reinfeldt e il suo ministro «nerd» venissero sconfitti alle elezioni potremmo sempre candidarli in Italia.