Strasburgo condanna l’Italia: «Le madri diano cognome ai figli»

La corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato il nostro paese perché non prevede per le madri il diritto di dare ai figli il proprio cognome anziché quello del padre

La corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha condannato oggi l’Italia stabilendo che i genitori devono avere il diritto di dare ai figli il solo cognome della madre. Il nostro paese aveva rifiutato ad una coppia di coniugi la richiesta di dare alla figlia il solo cognome della madre. Nella sentenza di Strasburgo che diventerà definitiva entro tre mesi, i giudici hanno disposto per il nostro paese l’obbligo di adottare norme per rimediare alla violazione, introducendo il nuovo diritto per le mamme.

IL CASO. Autrice del ricorso alla Corte di Strasburgo una coppia milanese, Alessandra Cusan e Luigi Fazzo. La corte europea ha dato loro ragione spiegando che «se la regola che stabilisce che ai figli legittimi sia attribuito il cognome del padre può rivelarsi necessaria nella pratica, e non è necessariamente una violazione della convenzione europea dei diritti umani, l’inesistenza di una deroga a questa regola nel momento dell’iscrizione all’anagrafe di un nuovo nato è eccessivamente rigida e discriminatoria verso le donne». Non è sufficiente nemmeno la norma italiana che dal 2000 prevede la possibilità di dare al nuovo nato il doppio cognome, paterno-materno. Alla coppia Cusan-Fazzo nel 1999 l’ufficio anagrafe di Milano ha rifiutato la registrazione della figlia con il cognome materno.