Strage di Boko Haram in Nigeria: 70 morti, un intero villaggio raso al suolo

Tutte le case del villaggio sono state rase al suolo, massacrati anche 300 capi di bestiame. Gli abitanti erano accusati di spiare i movimenti dei jihadisti

Almeno 70 vittime, decine di feriti, 250 case date alle fiamme e circa 300 capi di bestiame massacrati: è il bilancio della mattanza operata da Boko Haram ieri in un villaggio del nord della Nigeria, nello stato di Borno. Il villaggio di Faduma Koloram, attaccato in pieno giorno e per diverse ore a partire da mezzogiorno, è stato pressoché raso al suolo, secondo quanto dichiarato da testimoni oculari.

Come confidato al nigeriano The Cable da fonti locali, «hanno accusato gli abitanti del villaggio di spiare i loro movimenti» e di comunicarli all’esercito, per questo «hanno giurato di insegnare loro la lezione. Praticamente ogni casa è stata bruciata».

I terroristi islamici avevano colpito neanche 24 ore prima altri due villaggi dello stato di Borno, Malam Karamti e Daban Shatta. L’obiettivo finale sarebbe liberare l’intera zona dai civili per sferrare un attacco più ampio «contro i militari stanziati nel distretto di Gubio», rivela Sahara Reporters.

I jihadisti, si tratti della fazione di Abubakar Shekau o dell’Iswap che ha giurato fedeltà allo Stato islamico, continuano a seminare morte e terrore nel nord del paese, nonostante i vuoti proclami del presidente Muhammadu Buhari. Soprattutto contro i cristiani. L’1 giugno a Taraba, nel nord-est, sono stati assassinati nella loro fattoria il pastore protestante Emmanuel Saba Bileya e sua moglie Julianna. Un omicidio che è parte di una «guerra aperta e sistematica contro il cristianesimo in Nigeria».

Foto Ansa