Lo Stato islamico è alle porte di Baghdad. Sale il pericolo di attentati in città

Il 4 novembre inizierà la festività sciita dell’Ashura e nel raggio di azione dell’Isis c’è la strada che i pellegrini percorrono da Baghdad a Kerbala

Mentre centocinquanta peshmerga curdi iracheni sono giunti in Turchia stanno dirigendosi verso Kobane per combattere contro i jihadisti dello Stato islamico, va registrato che, negli ultimi mesi, in concomitanza con i bombardamenti americani nel nord dell’Iraq, gli attacchi terroristici nella capitale irachena sono aumentati. Gli ultimi sono avvenuti l’altro giorno a Baghdad e hanno causato 38 vittime e decine di feriti fra civili e militari dell’esercito iracheno. Il primo attentato è avvenuto nella zona sud della capitale. Il secondo, in centro, dove un autobomba è esplosa uccidendo 13 persone.
L’avanzata dell’Isis non si è fermata. Secondo gli osservatori, nelle città limitrofe non controllate direttamente dagli estremisti islamici, sarebbero comunque presenti cellule di terroristi dormienti, pronte a entrare in azione nei prossimi giorni, quando avrà inizio la festività sciita dell’Ashura. I militari di Isis, da mesi stanno combattendo a poche decine di chilometri dalla capitale, da Ramadi a Falluja, fino ad Abu Grahib.

BAGHDAD MINACCIATA. «Lo Stato islamico potrebbe non essere in grado di prendere il controllo della capitale, ma può ancora scatenare il caos in molte parti della città», scrive Foreign Policy. Ad Abu Grahib, nelle immediate vicinanze di Baghdad, l’esercito iracheno afferma di avere tutto sotto controllo. In realtà, secondo l’inviato della rivista americana, benché i militanti di Isis siano arretrati a Falluja, la tensione rimane alta.
La situazione non è migliore nella capitale irachena. Un funzionario occidentale della sicurezza, sentito da Fp, ha descritto come «drammatico» l’aumento degli attentati nella capitale irachena. Settimana scorsa, quando alcuni colpi di mortaio sono esplosi nella zona verde di Baghdad, l’Isis ha dimostrato di avere nel suo raggio d’azione, non solo l’aeroporto ma anche il centro della capitale. La fonte di Fp ha spiegato che la strategia dell’Isis mira ora a «dimostrare le capacità dello Stato islamico, destabilizzare ulteriormente Baghdad, aumentando le tensioni settarie, e in ultima analisi, screditare il governo iracheno».

PERICOLO PER L’ASHURA. La cittadina di Jurf Al-Sakhar, nei pressi della quale c’è stato il primo attentato dell’altro giorno, è situata in un punto strategico a sud ovest di Baghdad, lungo la strada che dalla capitale porta alla città santa sciita di Kerbala, dove gli sciiti si recheranno in pellegrinaggio dalla prossima settimana. Michael Knights, ex consigliere per la sicurezza del governo iracheno, ha spiegato a Fp come nei dieci giorni dell’Ashura la possibilità di attentati sia altissima: «Centinaia di migliaia di pellegrini marceranno a piedi in colonne dense entro il raggio d’azione dei mortai delle aree sotto il controllo dell’Isis», ha detto. «Molto preoccupato», si dice anche un alto funzionario del ministero degli Interni iracheno. A Fp confessa di non avere fiducia nell’efficacia dell’aumento dei posti di blocco intorno alla città, con cui le forze di sicurezza irachene hanno risposto all’aumento delle autobombe.