Stamina. Giudice di Torino blocca le cure a Brescia e accusa Vannoni di «ciarlataneria»

Secondo il Tribunale di Torino anche i medici che hanno prescritto il trattamento Stamina potrebbero essere indagati e ricevere sanzioni civili e penali

Il Tribunale ordinario di Torino non ha autorizzato il trattamento Stamina agli Spedali Civili di Brescia per un bimbo di tre anni affetto da terribile morbo di Canavan e ha accusato Davide Vannoni e soci di essere dei «ciarlatani».

MEDICI INDAGABILI. Come riporta la Stampa, il giudice di Torino «ha dato ordine alla cancelleria di trasmettere questa ordinanza alla Procura della Repubblica di Torino, nonché agli Ordini dei medici della provincia dei medici X (omissis nella sentenza, ndr) per la valutazione dei medesimi sul piano penale e disciplinare». Anche i medici che hanno prescritto il metodo di Vannoni, insomma, potrebbero essere indagati e ricevere sanzioni civili e penali.

STOP DELL’AIFA. Il Tribunale di Torino ha decretato inoltre come legittimo lo stop dell’Aifa del 2012 ai trattamenti nell’ospedale bresciano rendendo del tutti inefficaci le sentenze fino ad oggi emanate da Tar e giudici del lavoro in tutta Italia. Il resoconto dell’ispezione dell’Aifa descriveva il laboratorio utilizzato da Stamina per preparare le cellule da iniettare nei pazienti come «assolutamente inadeguato sia dal punto di vista strutturale, sia per le cattive condizioni di manutenzione e pulizia». Altri dettagli facevano risultare il trattamento «pericoloso».

GIUDICI, GIORNALI E IENE. I giudici, appoggiati dai grandi giornali e dalle trasmissioni delle Iene (che però da tempo non dedicano più un servizio a Vannoni), hanno giocato un ruolo fondamentale nel “caso Stamina“. Se ci sono 36 persone trattate a Brescia con le cellule di Vannoni e almeno 110 in lista d’attesa è perché giudici di tutti Italia hanno ignorato proprio quell’ordine dell’Aifa che ora un magistrato di Torino giudica legittimo. Ciò che è difficile capire è perché non avrebbe dovuto esserlo.

COMITATI SCIENTIFICI. Se poi i magistrati del Tar del Lazio non avessero accolto il ricorso presentato da Vannoni, sospendendo la bocciatura netta del metodo da parte della Commissione di scienziati del ministero, oggi non saremmo ancora qui a parlare di Stamina. Invece a inizio mese è stato nominato un nuovo comitato scientifico, che dovrà esprimersi sul caso. Sempre che non arrivi l’ennesimo giudice a ribaltare un’altra volta la frittata.