Stamina, a che punto siamo. Nominata una nuova commissione di esperti

Dopo la bocciatura della precedente commissione da parte del Tar, il nuovo gruppo di scienziati scelti dal ministero farà capo all’ematologo Michele Baccarani

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Si chiama Michele Baccarani ed è un ematologo in pensione l’esperto chiamato a dirigere il nuovo comitato scientifico che si esprimerà sul metodo Stamina, dopo che lo scorso dicembre il Tar del Lazio aveva bloccato la prima commissione scientifica istituita dal ministro Beatrice Lorenzin giudicando gli scienziati nominati «non imparziali». Gli esperti del nuovo gruppo sono sette, quattro di loro sono stranieri, come per altro suggeriva la sentenza del Tar, e tra gli esclusi c’è Mauro Ferrari, il docente dell’Istituto di ricerca “Ceo” di Houston, che per due mesi era stato a capo del precedente comitato e che era stato criticato per aver indicato, in un’intervista a Le Iene, la cura Vannoni come «primo caso importante per la medicina rigenerativa in Italia».

BOCCIATO FERRARI. Lo stesso Vannoni non ha preso bene la composizione del nuovo gruppo e la contemporanea bocciatura di Ferrari, che aveva giudicato «un ottimo presidente» anche perché «aveva avviato il confronto con i malati». Largo quindi alla nuova commissione considerata ancora più esperta e imparziale, tanto che lo stesso presidente Baccarani si è detto «sollevato dopo aver saputo di lavorare con gente di peso professionale assoluto». Il medico, 72 anni, è in pensione dal 2012, fino a quando aveva lavorato all’Ospedale Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, occupandosi proprio di staminali e trapianto di midollo. «Sono in pensione e ho tempo da dedicare a questo comitato. La proposta mi è stata fatta in termini molto gentili ed educati. Non so ancora come imposterò il lavoro e non so niente della metodologia».

GLI ALTRI ESPERTI. Della vecchia commissione sono stati mantenuti solo due esperti: la statunitense Sally Temple, direttore scientifico del Neural Stem Cell Institute di New York, e il docente di Farmacologia dell’University of Colorado, Curt Freed. A completare la rosa ci sono Ana Cumano, dell’Istituto Pasteur di Parigi, Mario Boccadoro, che lavora al dipartimento di scienze mediche dell’Università di Torino, Giuseppe Leone, docente di Ematologia alla Cattolica di Roma, e il direttore del laboratorio di endocrinologia di Odense (Danimarca) Moustapha Kassem. Agli scienziati rimasti che componevano il vecchio comitato il ministro Lorenzin ha scritto una email di ringraziamento, spiegando poi di essere stata costretta a sostituirli «dopo le note inviateci dall’Avvocatura dello Stato».

«NON C’È NULLA DI SCIENTIFICO». Sui tempi di giudizio non c’è chiarezza; piuttosto la commissione dovrà tentare di giudicare un metodo che, negli ultimi mesi, è stato criticato e preso di mira da molti esperti. Intanto Vannoni è stato rinviato a giudizio e il 3 aprile prossimo dovrà presentarsi davanti ai giudici per rispondere delle accuse di truffa da mezzo milione di euro ai danni della Regione Piemonte. Qualche mese fa ha fatto clamore la notizia che Erica Molino, la biologa che collaborava con Vannoni pur non essendo iscritta all’albo, prima è stata sospesa dagli Spedali Civili di Brescia poi riabilitata dal giudice di Trapani.
«I componenti sono persone di alto profilo. Ma non era necessario nominare un nuovo comitato visto che non c’è niente di scientifico da valutare», è stato il commento di Paolo Bianco, esperto di staminali della Sapienza di Roma.

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