Sparatoria a Palazzo Chigi. Becchi, intellettuale grillino, sente odore di complotto

«In casi come questi resta sempre aperta la questione “cui prodest?”», afferma il filosofo del diritto vicino al Movimento 5 Stelle. L’accademico, fino a pochi mesi fa, giustificava la rivoluzione armata

L’attentato davanti a Palazzo Chigi fa riflettere Paolo Becchi. L’attentato, scrive il filosofo del diritto membro della cerchia ristretta degli intellettuali grillini, su beppegrillo.it, «è avvenuto proprio mentre il nuovo governo al Quirinale giura fedeltà alla Costituzione». L’atto di ieri, dunque, non lo ha spinto a fare un passo indietro rispetto a quanto l’accademico affermava fino a pochi mesi fa – «le rivoluzioni non sono pranzi di gala», vanno fatte «anche con le armi»; e poi, «rispetto al marciume» politico «ci vorrebbe una grande grandissima pulizia, una totale tabula rasa».

A CHI SERVE? «In casi come questi resta sempre aperta la questione cui prodest?», afferma Becchi. L’accademico genovese sospetta che dietro al gesto dell’attentatore Luigi Preiti ci possa essere la mano di qualcun altro, che vuole costringere il parlamento italiano a dare la fiducia all’esecutivo di Enrico Letta. L’attentato, spiega, avviene di fronte alla sede di un governo «che ha già giurato nelle mani del Presidente della Repubblica, ma che ora dovrà superare la prova della necessaria fiducia nel Parlamento»: «Come si potrà negarla ora quella fiducia?». «Il Paese dev’essere pacificato e attentati» come quello di ieri, prosegue Becchi, «spingono a dare tutto il sostegno possibile ad un governo che è privo di un programma politico adeguato ai bisogni del Paese».

STRATEGIA CONTRO M5S. La sparatoria di ieri, prosegue Becchi, ricompatta le istituzioni «con il solito vecchio cliché: uniti contro la violenza e, al contempo, uniti contro chi semina la violenza». Il messaggio lanciato, per il filosofo del diritto, «è chiaro»: «Del gesto eclatante vi è comunque un responsabile: il M5S che con il suo linguaggio inciterebbe ad atti di questa natura. E così si prendono due piccioni con una fava. Ma il M5S non si farà impallinare tanto facilmente». Infine, il professore conclude rammentando ai visitatori del blog di Beppe Grillo che il «Modello Unico», di cui questo governo è interprete, «porterà il Paese alla catastrofe» e che «il M5S, sarà l’unica vera opposizione» ad esso.