Spagna, Felipe VI è re

Ieri la sconfitta e l’eliminazione della Roja ai mondiali e l’abdicazione ufficiale, dopo 39 anni, di Juan Carlos. Stamattina Felipe VI ha giurato fedeltà alla costituzione davanti alle Cortes e all’esecutivo

Ieri si è davvero chiuso un ciclo per la Spagna: il re Juan Carlos è ufficialmente abdicato, e persino la Roja ha chiuso il suo ciclo vincente nel calcio ed è stata eliminata ai Mondiali dal Cile (per altro, si è trattata quasi di una sconfitta storica, da parte di un ex colonia dell’impero dell’invicibile armada). Oggi il nuovo ciclo inizia con un nuovo re. Felipe VI ha giurato davanti al parlamento spagnolo: «Ci vuole una monarchia rinnovata per un tempo nuovo» ha esordito nel suo discorso.

CERIMONIA “REPUBBLICANA”. Alle Cortes, Felipe VI si è detto molto commosso: «Comincio il mio regno con profonda emozione» ha detto, dando un bacio alla moglie Letizia Ortes (per la prima volta, è regina una borghese, nel nuovo ciclo della Spagna). Poi ha ricordato le vittime spagnole del terrorismo, ed è stato applaudito con vigore dai parlamentari, e ha sottolineato che il nuovo fronte è sicuramente la crisi economica: «Vogliamo una Spagna in cui i cittadini e le loro preoccupazioni siano al centro dell’azione politica. Una Spagna in cui tutti i cittadini abbiano fiducia nelle loro istituzioni». Si è trattato di una cerimonia molto sobria e “repubblicana”, perché svolta all’interno delle istituzioni spagnole, secondo quanto previsto dalle leggi (il nuovo re ha giurato sulla costituzione, nella camera bassa del parlamento, davanti all’esecutivo e a deputati e senatori), e senza la presenza di alcun ospite internazionale.

L’ADDIO DI JUAN CARLOS. Ieri Felipe principe delle Asturie è diventato Felipe VI allo scoccare della mezzanotte, ma la cerimonia di abdicazione del padre si era già svolta nel pomeriggio. Il vecchio re, che ha guidato la Spagna per 39 anni e soprattutto nella transizione dal franchismo alla repubblica, non ha tenuto nessun discorso: ha firmato l’atto di abdicazione, e c’è stato un momento di commozione quando ha abbracciato il figlio e gli ha lasciato la propria poltrona.