Sono riusciti a infilare la morale ambientalista anche in Godzilla (i cattivi non sono i mostri, siamo noi)

Il blockbuster è una gioia per gli amanti della fantascienza e degli effetti speciali. Peccato che il regista Gareth Edwards faccia il tifo per i mostri

«L’arroganza dell’uomo è considerare la natura sotto il suo controllo e non l’esatto contrario», spiega il professore Ichiro Serizawa, uno dei protagonisti della storia del nuovo “Godzilla”, in questi giorni nelle sale italiane. Blockbusterone firmato da un regista inglese, Gareth Edwards, il film è una gioia per gli amanti della fantascienza e degli effetti speciali. La storia è più o meno sempre la stessa, con qualche variazione e personaggio nuovo, e Godzilla è sempre lo stesso lucertolone radioattivo con una gran voglia di passeggiare tra i palazzi delle metropoli. È il messaggio che passa in sordina ad essere diverso: Godzilla, in fondo, ha più cuore di certi uomini.

SUCCESSO AL BOTTEGHINO. Il film è costato 160 milioni di dollari e sta sbancando i botteghini di tutto il mondo, complice anche la programmazione cinematografica che si avvia verso la pausa estiva. Sono effettivamente 120 minuti di puro intrattenimento, a parte i messaggi ambientalisti ripetuti spesso nel film. Nel Godzilla di Edwards, il mostro marino è una creatura preistorica che se ne sta tranquilla negli abissi ma che negli anni gli esseri umani hanno sempre cercato di uccidere con ripetuti lanci nucleari nel Pacifico. Non riuscendo ad avere la meglio su di lui, si è deciso semplicemente di monitorarlo, con un’associazione segreta chiamata Monarch.

IL REGISTA PREFERISCE I MOSTRI. Ma non è Godzilla il cattivo della storia, bensì due esseri viventi giganteschi e parassiti chiamati con l’acronimo Muto (Massive Unidentified Terrestrial Organism). I due si nutrono di radiazioni ed è la fame che li spinge ad assaltare le centrali nucleari di Giappone, Hawaii e Stati Uniti. Che fare? Lo spettatore seduto in poltrona non può che fare un tifo sfegatato per l’esercito americano, i suoi elicotteri e il tenente Brody, che è alto, bello e con gli occhi azzurri. Il regista, però, preferisce i mostri e così mette in bocca allo scienziato Serizawa, una dietro l’altra, sentenze definitive contro l’uomo, che pretende di soggiogare ogni forma vivente.

I CATTIVI SIAMO NOI. I militari decidono quindi di innescare un reattore nucleare per attirare le belve e ucciderne tre in un colpo solo ma per Serizawa la natura deve fare il suo corso in autonomia e quindi bisogna lasciare che sia Godzilla, emerso dalle acque, a uccidere i Muto. Così, mentre Godzilla distrugge allegramente i grattacieli di San Francisco e l’Oakland Bay Bridge, i militari vengono costretti dal regista inglese a imparare una bella lezioncina: che la natura è imprevedibile, in grado di risolvere ogni problema e l’uomo deve lasciarla stare. Perché i cattivi non sono i mostri, siamo noi.