Sondaggio: gli italiani si fidano sempre più della Chiesa e vogliono più scuole paritarie

Secondo un’indagine Demos pubblicata da Repubblica crolla la fiducia nelle istituzioni politiche e nell’Europa. La Chiesa passa invece da un gradimento del 44,3% (2012) all’attuale 54,2%

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La crisi economica schiaccia, le tasse soffocano, i servizi sono per lo più inefficienti, i politici inconcludenti. Sono le opinioni degli italiani emerse nella XVI indagine Demos pubblicata questa mattina da Repubblica. Ma se crolla la fiducia verso le istituzioni politiche e di governo aumenta (e non poco) quella verso la Chiesa. Forse grazie alla capacità di papa Francesco di farsi amare e comprendere da tutti, la percentuale di persone che dichiara di avere molta o moltissima fiducia nei confronti della Chiesa è passata dal 44,3 del 2012 al 54,2: più 9,9 per cento. In tempi tanto incerti e insicuri, accanto alla Chiesa troviamo l’associazione degli imprenditori (+8,7 per cento), ma soprattutto le forze dell’ordine con il 70,1 per cento di consensi (+3,6).

NO AI PARTITI E PURE ALL’EUROPA. Il resto di organizzazioni, associazioni, gruppi sociali e istituzioni non si salvano dal discredito della popolazione. Tutte le sedi del governo centrale e locale, rispetto allo scorso anno hanno perso credito. Lo Stato ha il 18,9 per cento dei consensi (-3,5 per cento); le Regioni il 21,7 per cento (-2,8); i Comuni il 31,6 (-6,2), Anche il presidente della Repubblica ha pagato il ruolo da protagonista degli ultimi mesi: dopo aver raggiunto il massimo consenso nel momento della sua rielezione, ora è sceso del 5,6 per cento, e solo il 49 per cento della popolazione ha ancora fiducia in lui. In generale, la fiducia verso queste istituzioni è passata dal 41 per cento del 2005 al 24 per cento di quest’anno.
Gli attori della rappresentanza democratica appaiono delegittimati: i partiti, rispetto al 2012, hanno perso un altro 0,5 per cento della fiducia e ormai sono stimati solo dal 5,1 per cento degli intervistati. E se la magistratura fa segnare mezzo punto percentuale in più rispetto alla precedente indagine, va comunque ricordato che il consenso di oggi (39,7 per cento) è comunque lontanissimo dai livelli raggiunti negli anni di Tangentopoli quando sfiorava il 70 per cento. E se un tempo per difendersi dalla Stato ci si affidava all’Europa, oggi non è più così. Anzi, pare che il problema sia anche difendersi dall’Europa. La fiducia in Bruxelles (32,3) è crollata di 11,2 punti in un solo anno e di quasi 20 rispetto a 10 anni fa.

PROPENSIONE AL PRIVATO. In questa situazione è aumentato l’indice di propensione al privato che è passato dal 21 per cento al 26. In particolare, le persone che ritengono che bisognerebbe ridurre il peso dello Stato nella gestione dei servizi sociosanitari e lasciare più spazio alle strutture private sono passate dal 17,2 per cento al 18,9. Stesso discorso per la gestione dell’istruzione: dal 10 per cento del 2012 al 16,4 di oggi.

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