Soldato decapitato a Londra. I terroristi islamici sono britannici. Uno è nato in una famiglia cristiana nigeriana

L’uomo che compare nel video con i coltelli tra le mani insanguinate sarebbe Michael Adebolajo, 28 anni, diventato musulmano nel 2003. Cameron: «I due erano noti ai servizi di sicurezza»

Secondo la stampa inglese i due attentatori che ieri pomeriggio hanno decapitato un soldato a Londra al grido di «Allahu Akbar» sono entrambi cittadini britannici. Almeno uno dei due però sarebbe di origine nigeriana e già ieri sarebbe stato identificato grazie a segnalazioni pubblicate in alcuni web forum e via Twitter: stando a queste fonti si tratta di Michael Adebolajo, nato e cresciuto in Inghilterra, ed è l’uomo che compare nel video girato ieri da un testimone sulla scena dell’assassinio e diffuso da Itv News.

«NON SARETE MAI AL SICURO». Nel video l’uomo, che stringe un grosso coltello da cucina e una mannaia tra le mani ancora sporche del sangue del soldato ucciso, minaccia:
«Noi giuriamo davanti ad Allah l’onnipotente che non smetteremo mai di combattervi finché non ci lascerete soli. Dobbiamo batterci contro di loro come loro combattono noi. Occhio per occhio, dente per dente. Chiedo scusa alle donne che oggi hanno dovuto assistere a questo, ma nella nostra terra le donne devono vedere la stessa cosa. Voi gente non sarete mai al sicuro. Cacciate il vostro governo, loro non si occupano di voi. Credete che David Cameron si farà trovare per strada quando noi tireremo fuori le nostre pistole? Pensate che i politici moriranno? No, toccherà alle persone comuni, come voi e i vostri bambini. Quindi sbarazzatevi di loro. Dite loro di ritirare le truppe, così potrete tutti vivere in pace».

NATO E CRESCIUTO A LONDRA. Identificato da diverse fonti come il 28enne cittadino britannico Michael Adebolajo, l’attentatore secondo il Daily Mail è nato nel 1985 a Lambeth, a sud di Londra, da una famiglia cristiana. Rimasto affascinato a 15-16 dai precetti dell’islam radicale e della guerra santa, si è convertito nel 2003 e si è unito a vari gruppi estremisti dichiarati illegali nel Regno Unito. Era ancora alla Marshalls Park School e già diceva di chiamarsi Mujaheed. Spaventati dalla sua radicalizzazione, i genitori si sono trasferiti nel Lincolnshire (in una casa perquisita questa mattina dalla polizia) portandoselo dietro. Poi lui si è iscritto all’Università di Greenwich ed è andato a vivere a Eltham.

IL COMPLICE. Del complice invece non si sa praticamente nulla, a parte la provenienza: Harold Hill, Romford, sobborgo a nord-est della capitale. A quanto risulta attualmente, nessuno dei due sarebbe legato a organizzazioni terroriste nigeriane come Boko Haram.

«NESSUNA GIUSTIFICAZIONE». Dopo il brutale omicidio, avvenuto ieri sotto gli occhi dei passanti nel primo pomeriggio in John Wilson Street, nel quartiere multietnico di Woolwich, zona sud-orientale di Londra, il governo britannico ha parlato da subito di sospetto atto terroristico di matrice islamica. Il primo ministro David Cameron, però, rientrato ieri sera da Parigi in anticipo sui programmi, ha presieduto questa mattina a Downing Street una riunione del “Cobra”, il comitato speciale per le emergenze eversive composto da responsabili della sicurezza e dell’intelligence e da membri dell’esecutivo, e all’uscita ha voluto sottolineare davanti ai giornalisti che «questo non è solo un attacco al Regno Unito e al nostro stile di vita britannico. È stato anche un tradimento dell’islam e alle comunità musulmane che hanno dato così tanto al nostro paese. Non c’è nulla nell’islam che giustifichi un atto così spaventoso». E ancora: «Non c’è assolutamente nessuna giustificazione per queste azioni e la colpa ricade solo e soltanto sui disgustosi individui che hanno compiuto questo attacco raccapricciante». Parole che riecheggiano quelle scelte ieri dal Consiglio Musulmano del Regno Unito per commentare in una nota l’accaduto: «Il nostro pensiero è alla vittima, un soldato. I musulmani hanno servito per lungo tempo, con orgoglio e onore, nelle forze armate britanniche. L’attacco a un militare è un atto barbarico che non ha fondamento nell’islam e lo condanniamo senza riserve».

«ERANO NOTI ALLE AUTORITÀ». Ai giornalisti il premier britannico Cameron ha anche assicurato che «il paese sarà assolutamente risoluto nella sua resistenza contro l’estremismo violento e il terrorismo. Non ci arrenderemo mai al terrorismo in nessuna delle sue forme». Poi ha citato la scout Ingrid Loyau-Kennett, la donna che ha parlato con i due terroristi subito dopo i fatti: «Quando l’attentatore le ha detto che vuole scatenare una guerra a Londra lei ha risposto: “Perderete. Siete solo voi contro molti”. Ha parlato per tutti noi».
Alla riunione del “Cobra” era presente anche il sindaco di Londra Boris Johnson, che ha lasciato intendere che secondo i servizi di sicurezza l’attentato resterà isolato. «Ogni cosa che sento mi porta a pensare che i londinesi possono occuparsi normalmente dei propri affari e che assicureremo gli assassini alla giustizia». Meno tranquillizzante quello che ha ammesso Cameron al termine della breve conferenza stampa: «Il fatto che i due sospetti erano noti ai servizi di sicurezza è stato ampiamente riportato. Non aspettatevi da me commenti su questo visto che è in corso un’indagine criminale».