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Squalo chi legge

Un romanzo delle solitudini

Di Maurizio Zottarelli
14 Giugno 2026
In “Skippy muore” Paul Murray racconta lo spaesamento della società con l’occhio dei giovani, ma dove il virus della confusione e dell’inconsistenza infetta tutti, adulti per primi. È l’Irlanda, ma sembra casa nostra
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Foto Depositphotos

Ci sono libri che sembrano figli legittimi del nostro tempo. Skippy muore di Paul Murray è uno di questi. In un’epoca che sembra registrare, nelle giovani generazioni, una sofferenza tanto profonda quanto violenta e, negli adulti che dovrebbero guidarle, un drammatico spaesamento umano e culturale, la vicenda raccontata in questo romanzo potrebbe benissimo uscire dalle cronache di una qualsiasi cittadina del Belpaese, non dalla spietata provincia americana e nemmeno dalla verde e cattolica Irlanda dove la storia di Skippy è ambientata. Qui la morte arriva subito, prima del primo capitolo, nel prologo. Poi le settecento pagine del romanzo di Murray sono un lento resoconto dell’agonia del protagonista e di tutto il mondo che lo circonda. Murray racconta lo spaesamento della società con l’occhio dei giovani, ma dove il virus della confusione e dell’inconsistenza infetta tutti, gli adulti prima degli altri. Certo, il romanzo ruota intorno a una scuola e alle vertiginose malinconie dell’ado...

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