Siria, terroristi di Al Qaeda conquistano città strategica. Strappandola ai ribelli, non ad Assad

La città di Azaz, che collega Aleppo al confine turco, è stata presa dallo Stato islamico dell’Iraq e del Levante a danno dei ribelli. «Ora il conflitto è interno»

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Terroristi legati ad Al Qaeda hanno conquistato ieri la città di Azaz, in Siria, a due miglia dal confine turco. Lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante non ha dovuto però strapparla ai soldati del regime di Bashar al-Assad ma a una formazione ribelle.

PERDITA IMPORTANTE. Secondo gli esperti, si tratta di una perdita in grado di danneggiare seriamente le formazioni ribelli, dal momento che Azaz, trovandosi a metà tra il confine con la Turchia e Aleppo, è in grado di garantire rifornimenti e aiuti ai guerriglieri che combattono nella seconda città più importante della Siria contro l’esercito di Assad.

DEMOCRAZIA CONTRO CALIFFATO. La mossa è in apparenza controproducente, dal momento che terroristi e ribelli più moderati combattono entrambi contro Assad. Ma la verità è che mentre i terroristi vogliono trasformare la Siria in un califfato islamico, ed estendersi anche al territorio di Israele (come la cartina a fianco con segnati gli obiettivi di al-Qaeda dimostra), l’Esercito libero siriano vorrebbe un Paese democratico. Purtroppo i primi sono di gran lunga più forti dei secondi, come ogni scontro tra i due eserciti dimostra.

SCONTRI INTERNI. Lo scontro è nato ieri all’ospedale al Ahli di Azaz quando i terroristi hanno cercato di catturare un medico «per interrogarlo». I ribelli si sono opposti e i guerriglieri dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante sono riusciti a cacciarli dalla città. Il colonnello dei ribelli Malik al-Kurdi ha dichiarato: «Lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante si sta espandendo molto. Ora il conflitto è diventato interno tra di noi e in questo modo si favorisce il regime».

ARMI CHIMICHE. Intanto ieri Assad ha rilasciato un’intervista a Fox News, nella quale ha dichiarato che «in un anno o poco più ci sbarazzeremo delle armi chimiche. L’operazione, molto complessa, richiederà molto denaro: attorno al miliardo».

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