Siria, per un testimone «padre Dall’Oglio è stato ucciso poche ore dopo il rapimento»

Nuove voci sul destino del sacerdote sequestrato a Raqqa dieci mesi fa.

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Una veglia per la liberazione di padre Paolo Dall’Oglio

Un testimone del rapimento di padre Paolo Dall’Oglio, sequestrato in Siria dai ribelli islamisti il 29 luglio 2013, ha dichiarato di sapere che il religioso è stato ucciso. Abu Ibrahim al Raqqawi, questo il nome del testimone, è un attivitsta che denuncia i crimini delle milizie islamiste nella città di Raqqa, la stessa dove è stato preso dieci mesi fa il religioso.

«UCCISO POCHE ORE DOPO». Ibrahim ha dichiarato di aver incontrato un militante islamico “pentito”, che avrebbe parlato solo ora «per paura di essere ucciso» e che ha spiegato «di essere presente al momento dell’esecuzione»: Dall’Oglio sarebbe stato ucciso poche ore dopo il rapimento dal comandante saudita Kasab al Jazrawi. L’uomo ha raccontato ad Ibrahim che dopo la presa di Raqqa, padre Dall’Oglio aveva cercato di mettersi in contatto con gli islamisti che controllavano la città, per tentare probabilmente un dialogo al fine di salvare vite umane, ma «dopo tre giorni di tentativi» il sacerdote è stato catturato dagli uomini di al Jazrawi, che lo ha sottoposto ad un “processo” sommario e quindi condannato a morte ed ucciso in pochissime ore.

«NESSUN INDIZIO CONCRETO». Secondo Rami Abdel Rahman, presidente dell’Osservatorio siriano sui diritti umani, una ong antigovernativa con sede a Londra, malgrado il racconto di Ibrahim sia molto dettagliato «non c’è alcun indizio concreto dell’uccisione di Dall’Oglio», né sull’attendibilità di Ibrahim e del testimone. Secondo l’Osservatorio anzi «secondo gli ultimi indizi Dall’Oglio era ancora vivo e i suoi sequestratori volevano aprire canali per negoziare il rilascio». La Farnesina sulla vicenda ha seguito la linea del massimo riserbo per consentire sinora l’apertura di una trattativa e la liberazione del sacerdote.

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