«Tra Terra e Cielo». Dipinti per aiutare le vittime della guerra in Siria

In mostra e in vendita a Milano i quadri di Pier Luca Bencini per aiutare le vittime della guerra civile siriana. Il ricavato sarà direttamente devoluto alla diocesi di Aleppo

«Tra Terra e Cielo», una mostra per aiutare le vittime della guerra in Siria. Il pittore Pier Luca Bencini ha allestito una mostra-vendita di quadri per ricavare risorse da devolvere a sostegno della popolazione siriana. L’evento sarà ospitato dallo spazio espositivo PwC di Milano dal 10 ottobre al 2 novembre e il ricavato sarà direttamente devoluto alla diocesi di Aleppo per il sostegno delle vittime della guerra. All’inaugurazione della mostra, che si terrà giovedì 10 ottobre alle 18:30, parteciperà oltre al pittore anche monsignor Giuseppe Nazzaro (qui la sua intervista a tempi.it), ex vicario apostolico di Aleppo e vescovo titolare di Forma.

TERRA MARTORIATA. In questa «drammatica vicenda non vi è un esercito di giusti che combatte contro una parte ingiusta», ricorda Bencini. «Vi sono al contrario interessi, strategie e disegni intrecciati» dei quali «a fare le spese sono sempre i soliti noti: la popolazione inerme e pacifica, che qui in Siria per secoli ha imparato la bellezza nel vivere nel rispetto di culture, religioni, etnie diverse e che ora si trova vittima innocente di un gioco condotto altrove». Per dirla con il grande poeta siriano Adonis, citato da Bencini: «Come è assetata di sangue la pace! Com’è assetata di sangue la giustizia», quando gli uomini e i potenti perseguono i loro interessi. Ed è questa la ragione per cui il pittore ha deciso di «coinvolgersi e impegnarsi nel trovare fondi economici a sostegno di questa martoriata terra».

ORIZZONTI DI SPERANZA. I quadri scelti da Bencini per la mostra-vendita «Tra Terra e Cielo» sono una collezione di paesaggi e di orizzonti. Un scelta che «riguarda il cuore dell’uomo, perché è lì, dove poniamo il nostro orizzonte (tra cielo e terra, appunto) che risiede il termine ed il significato del nostro desiderare. Lì si gioca il senso ultimo che ogni uomo dà a sé stesso e ne rappresenta in qualche modo la consistenza». Un desiderio che «ci chiede drammaticamente ed inesorabilmente di venire con onestà ascoltato, rispettato ed accolto nella sua interezza». Ed è solo ascoltandolo – «ne sono convinto» – che «potremo cominciare a costruire una società a misura d’uomo… di ogni uomo». Anche in Siria. Come già testimoniano le parole degli abitanti di Maloula e delle suore trappiste che vivono nel Paese.

La mostra è sponsorizzata anche dal blog Ora pro Siria che insieme a tempi.it propone la sottoscrizione di un appello per la Siria.