Siria, Ginevra II: si chiude il secondo round di colloqui di pace con il secondo annunciato fallimento

Non è stata neanche raggiunta un’intesa di massima sulla data d’inizio dei prossimi colloqui

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Si è conclusa a Ginevra anche la seconda tornata dei colloqui tra delegazioni del regime di Bashar Al Assad e delle forze di opposizione, nell’ambito della conferenza internazionale di pace Ginevra II: come previsto, anche questo secondo round è stato un fallimento e non è stata neanche raggiunta un’intesa di massima sulla data d’inizio dei prossimi colloqui. Ad ammetterlo e’ stato lo stesso Lakhdar Brahimi, inviato speciale congiunto per la Siria dell’Onu e della Lega Araba, che aveva proposto prima di parlare della «lotta al terrorismo» e poi della formazione di un governo transitorio.

«MI SCUSO CON LA SIRIA». «Adesso penso sia meglio che ognuna delle parti torni a casa e rifletta sulle proprie responsabilità, e se vogliono che il processo intrapreso prosegua oppure no», ha detto Brahimi. Il mediatore internazionale si è quindi rivolto al popolo siriano per chiedere scusa della mancanza di progressi: «Mi scuso per il fatto che le prime due tornate non hanno condotto a granché. Sono davvero molto, molto, molto dispiaciuto».

FALLIMENTO ANNUNCIATO. Del fallimento dei colloqui il governo britannico ha accusato Assad ma il vero problema è che la guerra che dura quasi da tre anni ha troppi sponsor. Per un effettivo cessate il fuoco ci vuole la volontà di Arabia Saudita (padrino del Fronte islamico), Turchia, Stati Uniti e Unione Europea (padrini del Libero esercito siriano), Russia e Iran (padrini del governo di Damasco), e Ankara. La Siria rischia sempre di più di smembrarsi in tanti piccolo Stati.

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