Capo brigata ribelle: «La Siria seguirà la legge di Allah. Non accetteremo mai un cristiano presidente»

Ahmad ‘Issa, capo delle brigata ribelle Suqur al-Sham, che combatte in Siria, afferma ad Al Jazeera: «La Siria sarà guidata da una legge infallibile, quella di Allah»

«Noi vogliamo un ruolo politico nella nuova Siria, che deve diventare uno Stato islamico. Le minoranze non devono aver paura ma non accetteremmo mai un cristiano come capo dello Stato». Ahmad ‘Issa, capo delle brigata ribelle Suqur al-Sham, che combatte in Siria con l’Esercito libero siriano contro il regime di Assad, ha le idee chiare su quale deve essere il futuro della Siria alla fine della guerra civile.

«STATO ISLAMICO». La sua intervista in arabo ad Al Jazeera è stata tradotta da Memri Tv in inglese e trasmessa ieri: «Non accetteremmo di combattere oggi per la Siria e venirne cacciati domani. Vogliamo un ruolo politico. Da Maometto in poi, la storia dei califfati islamici dice che alle minoranze sono sempre stati riconosciuti i loro diritti, quindi non devono temere». «Accettereste un cristiano come ministro?», chiede il giornalista. «Noi chiediamo solo tre cose: l’islam deve essere l’unica fonte di autorità dello Stato e con questo non violiamo i diritti di nessuno perché in Siria l’85 per cento della popolazione è musulmana sunnita», risponde Ahmad ‘Issa. «Inoltre, vogliamo che il presidente e il capo del Parlamento siano musulmani sunniti».

«MAI UN CRISTIANO PRESIDENTE». Alla domanda se accetterebbero mai un cristiano come presidente, la risposta è secca: «No, non lo accetteremmo mai. Noi vogliamo uno Stato di giustizia e verità, dove la gente sia guidata da una legge infallibile, quella di Allah, non da quelle fatte dagli uomini».