Siria. Arriva l’equipe per smantellare mille tonnellate di armi chimiche mentre infuria la guerra

L’operazione è difficilissima e molti hanno dubbi che tutto possa essere fatto entro metà 2014, dal momento che in Libia dieci anni non sono bastati

Gli ispettori dell’Onu sono arrivati oggi a Damasco per dare il via a un’operazione storica: sbarazzarsi durante un conflitto in corso di tonnellate di armi chimiche. L’equipe dell’Oiac (Organizzazione per l’interdizione delle armi chimiche) ha come obiettivo di far applicare la risoluzione Onu sullo smantellamento degli agenti tossici di Bashar Al Assad, che ha accettato l’operazione.

MILLE TONNELLATE. Interventi simili sono già stati fatti in Iraq e in Libia, riporta il Le Monde, ma mai in piena guerra. In Siria dovrebbero esserci mille tonnellate di armi chimiche, di cui 300 tonnellate di gas sarin e iprite sparsi in 45 siti diversi.

IL CASO LIBICO. I siti di produzione e stoccaggio forniti dal regime di Assad dovranno essere visitati nei prossimi 30 giorni dagli ispettori per finire il disarmo della Siria entro metà 2014. L’obiettivo è ambizioso, come fatto notare da molti analisti: in Libia, ad esempio, sono passati dieci anni da quando il governo ha autorizzato lo smantellamento dell’arsenale chimico, operazione che però non è ancora terminata.

ATTACCHI CHIMICI. In un rapporto pubblicato a metà settembre, gli ispettori dell’Onu hanno accertato che un attacco chimico è avvenuto a Ghouta, sobborgo di Damasco, il 21 agosto. Come responsabile è stato indicato, anche se non in modo esplicito, Assad. Russia, Siria, membri dell’Onu e fonti indipendenti accusano anche i ribelli di avere usato il gas sarin. Su questa eventualità, un nuovo rapporto Onu dovrebbe essere pubblicato a fine ottobre.