Senza soldi, la Nato non serve. L’America si prepara a tagliare i finanziamenti

I pesanti tagli alla difesa da parte dei governi europei incidono sull’efficienza dell’Alleanza. «Combattiamo con munizioni che ordinammo trent’anni fa»

Da anni, i più alti ufficiali americani avvertono gli Stati europei dell’insufficienza dei loro budget per la Difesa. E questo pesa negativamente anche sulla Nato.
L’alleanza atlantica rischia di essere segnata da un’«irrilevanza militare collettiva», avverte l’International Herald Tribune, edizione internazionale del New York Times. Mentre gli Stati Uniti sono costretti a colmare le le lacune europee, la situazione sta ancora peggiorando: «A causa dell’effetto combinato della recessione e dell’austerity, che colpisce i budget europei», infatti, «la spesa per la difesa è diventata bersaglio» delle spending review del vecchio continente.

EUROPA SCROCCONA. «Il ruolo degli Stati Uniti nella Nato è dominante», prosegue il quotidiano americano, ma ora che Washington «sta trasferendo le proprie risorse verso l’Asia» per controllare l’ascesa della Cina, l’alleanza potrebbe essere messa in discussione. «Anche Regno Unito e Francia, le due più grandi potenze militari europee, stanno tagliando la spesa della difesa», ricorda il quotidiano.
Camille Grand, esperto di difesa francese interrogato dal giornale, avverte: «I paesi europei stanno continuando a fare i free rider» usando la Nato a scrocco. Ma dopo l’incapacità della leadership militare europea dimostrata in Afghanistan, afferma, la Nato potrebbe essere un peso per gli Stati Uniti. James M. Goldgeier, decano della School of International Service presso l’American University di Washington, punta il dito sulla mancanza di fondi europei per la Nato: «C’è una seria e capace partnership militare, ma senza investimenti, l’utilità della Nato scompare».

USA RIDURRANNO I FINANZIAMENTI. Un ufficiale statunitense, prosegue il quotidiano, sostiene che «l’interesse americano è quello di avere alleati forti». Ma la decisione dell’Europa di «abdicare alla spesa per la difesa» rappresenta una debolezza per l’Alleanza. Kurt Volcker, ambasciatore statunitense presso la Nato, sottolinea il fatto in Europa «quando la gente parla di Nato pensa agli americani». Ciò nonostante Washington vorrebbe che fosse l’Europa a occuparsi della propria difesa. Ma «gli europei», sostiene Volcker, «non vogliono».
L’International Herald Tribune prosegue ricordando come nel 2002 fu concepita una forza militare Nato che avrebbe dovuto essere una rapida forza di difesa, con membri delle forze di terra, di mare, dell’aria e forze speciali, «pronta per andare ovunque con 13 mila uomini», ma che non è «stata mai usata, eccetto in parte per la sicurezza delle Olimpiadi di Atene e per le elezioni afgane». «Non ci sono accordi sugli obiettivi da raggiungere da parte degli europei», rammenta il quotidiano, portando ad esempio la guerra in Libia e l’obiettivo abbandonato di creare un esercito europeo. Inoltre con i tagli alla difesa non è chiaro se l’Europa possa sopportare altre guerre.

L’EUROPA SI DIFENDA DA SOLA. L’avvertimento, lanciato prima delle suo pensionamento, dall’ex Segretario della Difesa americano Robert Gates è che di questo passo l’Allenza atlantica scomparirà: «dopo sessant’anni di Nato, la protezione di Washington sull’Europa non dovrebbe più essere garantita». Inoltre, prosegue il giornale, gli Stati Uniti non continueranno a pagare «il 75 per cento di tutta la spesa Nato». Questo non farebbe che aggravare la situazione, come registra Thomas Valasek, esperto di difesa slovacco: «Stiamo già combattendo con munizioni che ordinammo trent’anni fa».
Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, aveva già dichiarato nel 2011 che in due anni i tagli alla difesa da parte dell’Europa avevano raggiunto i 45 miliardi di dollari. Ovvero «l’equivalente del budget militare tedesco», spiega il giornale americano. Questo dimostrerebbe, secondo il quotidiano, una sottovalutazione dei problemi strategici da parte degli europei. James B. Steinberg, ex vicesegretario di Stato di Hillary Clinton, ritiene che gli europei si dimentichino dei rischi posti anche sui loro confini, come nei paesi ex sovietici e jugoslavi.