Sentenze e vaccini. Il problema è che ogni magistrato «ha la sua opinione»

Il Tar impone al ministero un risarcimento per un ragazzo autistico. Mentre cala il numero di coloro che vi ricorrono, ogni tribunale fa un po’ a modo suo

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L’ultimo caso di cronaca nella guerra tra medicina e tribunali sul caso vaccini, riguarda una sentenza da poco emessa dal Tar della Sicilia. Nel 2014 il tribunale civile aveva riconosciuto esserci un rapporto di causa-effetto per il caso di un ragazzo autistico di Agrigento che nel 2000 ha fatto il vaccino tetravalente, e aveva previsto un risarcimento di 250 mila euro, che il ministero della Salute non ha mai corrisposto alla famiglia. Ora il Tar ha sentenziato che il ministero deve versare la cifra più gli interessi e deve farlo entro due mesi. Intanto a Milano si gioca una partita simile: sempre nel 2014 il Tribunale del lavoro ha condannato il ministero al versamento di un vitalizio a un ragazzo autistico, e ora si attende il processo di appello.
Due sentenze che rischiano di alimentare ulteriormente la rete delle bufale, che da alcuni anni avvolge il mondo dei vaccini. Eppure, solo un mese fa, la Procura di Trani, dopo due anni di lavoro, ha archiviato la richiesta di risarcimento di due genitori per il proprio figlio autistico vaccinato nel 2006 con l’esavalente.

I NUMERI. Come sottolinea oggi Repubblica riportando la notizia di Palermo, si tratta di una sentenza che «riapre una questione che per gli esperti dovrebbe essere chiusa da tempo». Chiusa proprio perché lo studio che ha ideato il collegamento vaccini-autismo era falso, scritto da Andrew Wakefield, poi radiato. Nonostante questo, la teoria continua a dilagare, sopratutto in rete e sui social network, arrivando a spaventare sempre più genitori. E come conseguenza sono diminuite le percentuali dei vaccinati. Riporta i dati proprio Repubblica, riferendosi al 2013 e al 2014: per quanto riguarda i vaccini obbligatori (tetano, difterite, poliomielite, pertosse, epatite B) le percentuali sono scese di un punto, dal 95 al 94 per cento. Vanno molto peggio le vaccinazioni consigliate (haemophilus influenzae, morbillo, rosolia, parotite, meningococco C, varicella) dove i numeri sono scesi anche di 4 punti percentuale. Nel caso del morbillo, per esempio, si è passati dal 90,35 per cento del 2013 all’86,63 per cento del 2014, anno in cui si è aperta l’inchiesta della Procura di Trani.

I TRIBUNALI. Ma, al di là della disinformazione della rete, ciò che sbalordisce è l’atteggiamento dei tribunali che una volta decidono in un senso, un’altra nell’altro. Lo rileva anche il medico Antonio Ferro riportato da Repubblica quando dice: «Sono tante le sentenze di senso opposto su questo tema. Ad ottobre faremo un incontro dedicato proprio al rapporto tra sanità e giustizia. Il problema di fondo è che non c’è possibilità di istituire una linea di interpretazione unica con la magistratura. Ognuno ha la sua opinione, ed è molto importante quale consulente tecnico si sceglie».

Foto Ansa

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