Senato nega fondi per il restauro del Duomo. La guglia della Madunina è a rischio crollo

Per il restauro totale della guglia servono 30 milioni per 4 anni di lavoro e «il terremoto ha peggiorato la situazione». Tre senatori del Pd propongono di aiutare con 4 milioni di euro, ma la norma inserita nel “milleproroghe” viene bocciata per «estraneità alla materia». E tra tre mesi a Milano arriva il Papa

Non è stata accettata la richiesta in Senato. Tre parlamentari del Pd avevano proposto di fornire alla Fabbrica del Duomo un fondo di 4 milioni di euro per la manutenzione ordinaria della guglia maggiore, quella che regge la Madunina.
La presidenza del Senato ha dichiarato inammissibile una delle quattro norme del decreto “milleproroghe” inserite nella commissione Bilancio e Affari costituzionali, così i soldi non verrano versati. Il Senato spiega che il rifiuto è dovuto alla «estraneità della materia». Tuttavia, si è salvato un altro comma che stanzia 3 milioni in favore dell’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi.

Sono ormai cinque anni che il governo ha bloccato il contributo annuale offerto alla Fabbrica del Duomo per la ristrutturazione della cattedrale. Nonostante le pressanti richieste di aiuto, lo Stato non ha risposto neanche per finanziare l’enorme ponteggio della guglia maggiore, usurata dagli agenti atmosferici. Per il restauro totale della guglia servono 30 milioni per 4 anni di lavoro.

Il presidente della veneranda Fabbrica, Angelo Caloia, avvisa del «rischio di crolli fra le guglie, in serio pericolo già prima delle recenti scosse di terremoto». Il bisogno di fondi si fa incalzante, anche perché tra tre anni ci sarà l’Expo e tra tre mesi arriva il Papa per la Giornata mondiale delle famiglie.