Secondo cristiano nella storia del Pakistan prosciolto dalle accuse (false) di blasfemia

Barkat Masih, condannato a morte nel 2011, è stato prosciolto perché il fatto non sussiste. I musulmani avevano promesso di fargliela pagare.

Dopo Rimsha Masih, Barkat Masih: è il secondo cristiano nella storia del Pakistan ad essere prosciolto da false accuse di blasfemia in tribunale. L’uomo di 56 anni era stato condannato a morte in primo grado l’1 ottobre del 2011.

ACCUSATO PER VENDETTA. Nato da una famiglia indù, poi convertito al cristianesimo, Barkat Masih come scrive AsiaNews «è finito nel mezzo di una disputa fra lavoratori, che volevano occupare senza averne diritto una porzione di terra. Egli ha impedito l’ingresso in un ufficio, dove erano conservati i documenti di proprietà, per mantenere fede al compito assegnato (in quanto guardiano, ndr). Al rifiuto opposto dal custode, due operai musulmani – Muhammad Saleem e Muhammad Shoaib – lo hanno insultato e minacciato, promettendogli di “fargliela pagare”».

LEGGE NERA. I due musulmani l’hanno allora denunciato alla polizia, che l’ha subito arrestato per insulti e offese a Maometto in base all’articolo 295 C del Codice penale pakistano, che rientra nella famigerata legge sulla blasfemia, che viene spesso usata per vendicarsi di un avversario o per risolvere controversie personali.

INIZIO DI CAMBIAMENTO. Lo scorso 28 gennaio, dopo aver trascorso 18 mesi in carcere, Barkat Masih è stato prosciolto dalle accuse perché il fatto non sussiste. L’ong World Vision In Progress, che ha sostenuto la difesa dell’uomo, è felice per il verdetto e parla di «inizio di un cambiamento». Un cambiamento cominciato con l’assoluzione della giovane cristiana Rimsha Masih, il primo caso nella storia del Pakistan. Tuttavia, la strada che porta a una modifica della “legge nera” è ancora lunga, come dimostrato dall’apertura di una indagine a carico di Sherry Rehman, ambasciatrice musulmana pakistana negli Stati Uniti, per avere chiesto nel 2011 la liberazione di Asia Bibi e la modifica della legge sulla blasfemia.