Scuole paritarie a rischio. «Il governo impari a fare due conti»

Salini (Fi): «Se un terzo degli attuali studenti delle paritarie si riversassero nella statale, lo Stato dovrebbe sborsare 1,6 miliardi di euro in più all’anno»

«Sono passati pochi giorni da quando il ministro Lucia Azzolina, in Parlamento, ha pronunciato le seguenti parole: “Colgo l’occasione per ricordare la funzione sussidiaria che le scuole paritarie svolgono nella società e nell’ambito dell’istruzione quale parte integrante del sistema nazionale di istruzione”. Peccato che ad oggi non sia stato dato alcun seguito a queste affermazioni: le scuole paritarie rischiano di chiudere e il Governo non sta facendo nulla». È quanto dichiara l’eurodeputato e coordinatore di Forza Italia Lombardia Massimiliano Salini.

«Questo non è il tempo delle dichiarazioni teoriche. Dev’essere invece il tempo delle decisioni», prosegue Salini. «Uno studio pubblicato dall’Istituto Bruno Leoni ha messo in luce il rischio che, a causa della crisi coronavirus, circa un terzo delle famiglie che mandano i loro figli alle scuole paritarie possano non permetterselo più a partire dal prossimo anno: se un terzo degli attuali studenti delle paritarie (866.000) si riversassero nella scuola statale, lo Stato dovrebbe far fronte a un esborso di 1,6 miliardi di euro in più all’anno».

«Se proprio lo Stato italiano non ci sente dal punto di vista del rispetto della libertà educativa, condannando le famiglie italiane alla legislazione più liberticida d’Europa in materia di parità scolastica, almeno speriamo ci senta dal punto di vista della convenienza economica», conclude Salini. «Non prendere sul serio questa emergenza significa mettere a rischio il lavoro dei circa 100mila dipendenti delle scuole paritarie, nonché prepararsi a caricare il bilancio dello Stato in materia di istruzione di un’ulteriore pesante aggravio a partire dal prossimo anno scolastico».

Foto Ansa