Saviano contro le Sentinelle in piedi. Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere

L’autore di Gomorra contro chi si oppone ai matrimoni omosessuali. Ma il suo commento rivela solo i suoi pregiudizi

Roberto Saviano sull‘Espresso ha scritto un articolo intitolato “È facile spiegare 
i gay ai bambini”. Tra le altre cose, ha anche accennato alle manifestazioni delle Sentinelle in piedi, volendo vedere solo quel che vuole lui. Ha, infatti, utilizzato qualche filmato e dichiarazione ritrovati in rete piuttosto che – con maggiore onestà intellettuale – riportare i veri motivi per cui le Sentinelle si recano in piazza e manifestano silenziosamente. Ovviamente ognuno vede ciò che vuole, ma “dimenticarsi” che in molte piazze le Sentinelle siano state aggredite, bè, rivela il punto di vista distorto di chi scrive per sentito dire.

sentinelle-genova.JPG01Di seguito riportiamo il commento di Giuliano Guzzo, apparso sul suo blog Su L’Espresso lo scrittore partenopeo autore di Gomorra torna a randellare verbalmente, come direbbe lui, le Sentinelle in Piedi; ed anche, stavolta, il concetto di natura, ai suoi occhi ingombrante ed insensata reliquia valoriale. «Chi sa cosa vorrà mai dire: bisogna procreare in maniera naturale, le coppie devono essere quelle naturali, ci si deve amare in maniera naturale, i rapporti sessuali devono essere naturali. Chi sa perché – prosegue Saviano – l’aggettivo “naturale” viene così spesso utilizzato per neutralizzare concetti che si ritiene difficile riuscire a spiegare. Difficile perché la nostra formazione culturale non ci consente talvolta di trovare le parole più adatte».

Ne consegue, secondo questo ragionamento, che da Aristotele – che com’è noto definitiva la famiglia «comunità che si costituisce per la vita quotidiana secondo natura» ai Padri Costituenti – per i quali la famiglia è «società naturale fondata sul matrimonio» – la storia umana sarebbe costellata di bifolchi che hanno incautamente maneggiato il concetto di “natura”, per di più associandolo alla famiglia, senza sapere in quale guaio si stavano cacciando e quali odiose discriminazioni stavano giustificando. Può darsi che Saviano abbia ragione, chissà. L’impressione di chi scrive, in effetti, è che se non si riesce a capire ad un bambino spettano padre e madre il problema sia un altro, ben più radicale di quello filosofico di natura: quello di cecità.