Save the Children scrive a tempi.it: «Mai preso posizione sul suicidio assistito». Nostra risposta

L’organizzazione ci ha inviato una rettifica dopo aver letto il nostro articolo: “Save o Kill the Children?”. Ecco le loro precisazioni e le nostre

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save-the-children-logoDopo l’articolo che abbiamo pubblicato ieri a proposito del dibattito sul suicidio assistito in Scozia e intitolato “Save o Kill the Children? La famosa organizzazione chiede alla Scozia di estendere «il suicidio assistito ai bambini»“, Save the Children ci ha risposto chiedendoci di specificare quanto segue.

LA RETTIFICA. Ci scrive l’organizzazione: «In relazione alla notizia apparsa sulla nostra testata sulla proposta di legge sul suicidio assistito in Scozia si precisa quanto segue in relazione all’organizzazione internazionale Save the Children. Contrariamente a quanto riportato, Save the Children non ha mai preso posizione sul diritto alla vita nei dibattiti riguardanti la proposta di legge sul Suicidio Assistito in Scozia, non ha mai preso posizione sulla tematica del suicidio assistito né si è mai schierata a favore di una o dell’altra parte. Sia la posizione di Save the Children che quella di Together – il network di 260 organizzazioni e associazioni di varie dimensioni che monitorano l’applicazione della CRC in Scozia – sono state mal interpretate e il nome della nostra organizzazione è stato usato in modo inappropriato nei media. La protezione dei bambini è il cuore di ogni azione condotta da Save the Children sin dalla sua fondazione quasi un secolo fa. La lotta per i diritti dei bambini è un pilastro del nostro lavoro e, pertanto, crediamo fortemente che i bambini debbano essere presi in considerazione e la loro voce debba essere ascoltata in ogni dibattito pubblico che li riguarda».

LA NOSTRA RISPOSTA. Save The Children in Scozia aderisce a Together e tempi.it ha scritto il sopracitato articolo a partire dalla lettura del comunicato che Together ha pubblicato sul suo sito lo scorso 6 giugno e che potete leggere integralmente qui. Nel documento Together premette che «non prende posizione sul suicidio assistito» né «sul fatto che i bambini abbiano diritto al suicidio assistito».
Poi, si noti, scrive anche che «è importante notare che i bambini soffrono di malattie terminali e dolori fisici estremi proprio come gli adulti». E ancora: «In considerazione della soglia dei 16 anni di età proposta nella legge, la Commissione della salute e degli sport dovrebbe notare che le malattie terminali non discriminano le persone in base all’età, di conseguenza anche la sanità non dovrebbe farlo. La Commissione dell’Onu sui diritti del fanciullo è chiara sul fatto che un bambino che è in grado di formarsi una propria visione dovrebbe avere il diritto di esprimerla liberamente in tutti i campi che riguardano il bambino». Infine, «Together suggerisce che la Commissione della salute e degli sport rifletta sugli esempi internazionali di legislazioni comparabili, come ad esempio il recente emendamento alla legge belga del 2002 sull’eutanasia. Questo emendamento richiede che la maturità, piuttosto che l’età, venga considerata quando si valuta se un paziente in stato di malattia terminale abbia la capacità di prendere decisioni in merito a questa legge». Al lettore le conclusioni.

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