Risoluzione Onu pro famiglia. L’Italia si è opposta «per unità col resto d’Europa». Ma scherziamo?

Con questo voto l’Italia si è schierata con i Paesi ricchi e le lobby economiche e malthusiane che li rappresentano. Non è questa l’Europa che vogliamo

onuLo scorso 25 giugno il Consiglio dei Diritti umani dell’Onu ha votato, in occasione del XX anniversario dell’Anno internazionale della Famiglia, un documento che caldeggia la promozione della famiglia. Un testo molto prudente, quasi ovattato che ribadisce e si premura di specificare che si tratta di principi già affermati, «che la famiglia è l’unità naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato». Un testo al quale nessuno avrebbe potuto dire di no.

Eppure il no è arrivato dai Paesi dell’Unione europea, Italia compresa. Hanno cercato di inserire nel testo frasi per allargare la definizione di famiglia, parlando di «varie forme di famiglia». Ma le mozioni di questo tenore sono state tutte bocciate. Il documento finale riafferma così che è della famiglia «la responsabilità primaria di nutrire e proteggere i bambini e che i bambini, per lo sviluppo completo e armonioso della loro personalità, devono crescere in un ambiente familiare e in un’atmosfera di felicità, amore e comprensione». Con buona pace di chi i bambini li vorrebbe rieducare alla logica del gender fin dalle elementari.

Ma ancora di più si è deciso di creare un gruppo di lavoro per promuovere dei riferimenti positivi alla famiglia e invertire la tendenza che negli ultimi tempi l’ha vista solo come centro di conflitti, problemi e violazione dei diritti umani e di organizzare una tavola rotonda mondiale sulla protezione della famiglia e dei suoi membri.

Qualche riflessione sorge spontanea. Perché l’Italia è stata contraria? Per unità con il resto d’Europa, rispondono alla Farnesina. Ma scherziamo? Si è capito ormai di che panni vestono gli euro-burocrati e che vento tira tra i Paesi di riferimento, e i nostri rappresentanti si affidano alla corrente senza uno straccio di consultazione con l’Esecutivo, sarebbe questo il modo di esercitare la leadership italiana in Europa? E se questa consultazione c’è stata la situazione si fa ancora più grave…

Non è questa l’Europa che vogliamo. Con questo voto l’Italia si è schierata con i Paesi ricchi e le lobby economiche e malthusiane che li rappresentano. Dall’altra parte c’è tutto il resto del mondo, quello povero, certo, ma anche quello socialmente ed umanamente vivace. E i nostri rappresentanti scelgono di stare dalla parte degli oppressori, schiavisti ieri e neocolonialisti oggi, dalla parte che il cammino della storia e della civiltà ha già condannato. Da un governo di sinistra non ce lo saremmo mai aspettati.

Francesco Belletti è presidente Forum associazioni familiari