Rimsha liberata, ma ora rischia la vendetta degli estremisti islamici

La bambini pakistana è stata rilasciata dietro cauzione di mezzo milione di rupie. Il suo accusatore arrestato avrebbe detto: «Sapete che è l’unico modo per espellere i cristiani da quest’area»

Rimsha Masih sarà rilasciata dopo il pagamento di mezzo milione di rupie, qualcosa più di 5.200 dollari, ma non è chiaro quando.

L’avvocato della ragazzina, che è rinchiusa in un carcere di massima sicurezza a Rawalpindi, ha dichiarato che tanto lei che la sua famiglia adesso rischiano la relazione degli estremisti islamici. Il caso è delicatissimo perché la blasfemia è un tema molto delicato in Pakistan dove il 97 per cento dei 180 milioni di abitanti sono musulmani e le accuse di insulto all’islam o a Maometto scatenano spesso rabbiose proteste popolari.

La vicenda ha suscitato viva preoccupazione nei governi occidentali (lo stesso ministro degli Esteri, Giulio Terzi, aveva detto di seguire “personalmente e con grande attenzione” il caso) e anche la reazione dei gruppi a tutela dei diritti umani. Hafiz Mohammed Khalid Chishti, l’imam della moschea del poverissimo quartiere dove abita Rimsha, è l’uomo che diede alla polizia i foglietti bruciacchiati come prova dell’accusa contro di lei.

L’imam è stato arrestato a sorpresa all’inizio di settembre. Un testimone oculare, il suo vice, Hafiz Muhammad Zubair, e due altre persone, avevano infatti raccontato al magistrato che l’imam aggiunse pagine del Corano al mucchietto di cenere che qualcun altro gli diede. Zubair e gli altri due testimoni avevano anche raccontato di aver provato a dissuadere l’imam, ha riferito il poliziotto inquirente, Munir Hussain Jaffri: «Protestarono che non avrebbe dovuto aggiungere nulla al materiale di prova per la polizia… ma hanno raccontato che Christi disse: “Sapete che è l’unico modo per espellere i cristiani da quest’area”».

Il fermo dell’imam, che è stato accusato egli stesso di blasfemia, è stato prolungato di 14 giorni; la sua prigione è la stessa in cui e rinchiusa la piccola. Nei giorni scorsi, il presidente del Consiglio degli Ulema pakistani, Tahir Ashrafu, aveva esortato gli ulema di tutto il Paese a stabilire quale punizione dovrà essere inflitta all’imam e aveva chiesto al presidente Asif Ali il rilascio immediato di Rimsha e la garanzia della sua sicurezza.

(AGI/REUTERS/EFE)