Riforma Senato, governo battuto per 7 voti. Caccia ai “franchi tiratori”

Stamattina la maggioranza è andata sotto nella votazione a scrutinio segreto su un emendamento della Lega che ridà al Senato potere legislativo sui temi etici. Alla ripresa dei lavori l’esecutivo ha mostrato di avere ancora i numeri

Quello presentato dalla Lega e che era in votazione oggi era uno degli emendamenti più paventati dal governo perché a scrutinio segreto: si tratta dell’emendamento che conferisce anche al nuovo Senato potere legislativo su temi etici (matrimonio, famiglia, testamento biologico, diritti civili), e in effetti è stato approvato a scrutinio segreto, contrariamente a quanto auspicava Renzi e la maggioranza, con 154 voti a favore, 147 contrari e due astenuti. Il governo quindi va ufficialmente sotto per sette voti di scarto. Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, presente in Aula al momento del voto, non ha rilasciato nessun commento.

RIPRENDONO I LAVORI. Dopo questa prima votazione, ne è seguita una seconda sull’articolo 1 del disegno di legge costituzionale, che stavolta è passato con 214 voti a favore, 81 contrari e 6 astenuti, secondo i desiderata della maggioranza. Poi è seguita la pausa pranzo: nel primo pomeriggio i lavori sono ripresi poco prima delle quattro, quando Palazzo Madama, stavolta con voto palese, ha bocciato un emendamento della Lega che proponeva di tagliare a 500 i deputati, su cui il governo aveva espresso parere contrario. L’Aula lo ha bocciato con 194 voti contro, 72 a favore e tre astenuti.

CACCIA AI FRANCHI TIRATORI. La partita sui senatori che hanno permesso alla maggioranza di andare sotto però è tutt’altro che chiusa, anzi da ore prosegue una caccia ai “franchi tiratori” soprattutto nel Pd, dove l’unico senatore che ha pubblicamente dichiarato la sua intenzione di voto contraria al parere dell’esecutivo e del partito è stato Felice Casson. Per il deputato e membro della segreteria Davide Faraone, «Si conferma la legislatura dei 101. Ma noi siamo più determinati. Serenamente andiamo avanti», mentre il responsabile della comunicazione Pd Francesco Nicodemo gli fa eco via twitter “Se la matematica non è un’opinione milioni di persone contano più di 101. Per questo #laricaricadei101 è solo una vittoria di Pirro”. Il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda ha inoltre criticato duramente il presidente Pietro Grasso per aver concesso il voto a scrutinio segreto: «Le norme non sono state previste per dare scorciatoie politiche e per la tutela del franco tiratore politico e non morale. E questo orientamento ci deve orientare nella concessione del voto segreto».