La necessità per le toghe di esprimersi con compostezza, la piaga delle sentenze che inventano leggi più che applicarle, e quella delle procure che danno la caccia ai partiti. Rassegna ragionata dal web
Foto Ansa
Su Open Ugo Milano scrive:
«Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha poi alzato il tiro contro le voci più critiche della magistratura associata, citando esplicitamente il segretario dell’Anm per l’accostamento tra la riforma e i tragici fatti di Minneapolis. “Nessuno era mai arrivato a dire che con la riforma la polizia potrà uccidere gli innocenti”, ha commentato. “È fisiologico che ci sia una certa radicalizzazione della propaganda. Ma quello che invece sconcerta è che i toni più estremi vengano espressi non dai partiti dell’opposizione, che semmai vanno a ruota, ma da esponenti della magistratura associata e non solo”, ha aggiunto.
Ma l’affondo più pesante è stato riservato al procuratore di Napoli in prima linea per il No alla riforma, Nicola Gratteri, in merito ad alcune dichiarazioni rese durante la trasmissione Piazzapulita. Il sottosegretario ha stigmatizzato l’ipotesi che si possano monitorare i social per “vedere chi sono” le persone ch...
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