Rifiuti. «Il Sud è inefficiente e spreca una montagna di soldi per smaltirli»

Massimo Ferlini, presidente di Remade in Italy: «Poca raccolta differenziata, pochi impianti di recupero, rifiuto degli inceneritori. Chi dice “no” a tutto è nemico dell’ambiente»

Dopo l’incendio divampato a Roma nell’impianto dell’Ama Tmb Salario per la gestione dei rifiuti, tornano ad accendersi i riflettori sul problema dello smaltimento, soprattutto al Sud.  In Italia si producono 30 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno e ogni famiglia paga in media 271 euro per lo smaltimento. Ma il sistema non è omogeneo in tutto il paese e se, da una parte, il Nord è ben organizzato, il Sud è allo sbando e vicino al collasso. Non a caso una famiglia al Nord spende in media 239 euro per i rifiuti, al Sud 317.

DISASTRO AL SUD

Come riporta Repubblica, dei 41 termovalorizzatori attivi in Italia, i due terzi si trovano in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana. Gli impianti di Lombardia ed Emilia Romagna smaltiscono da soli il 75 per cento dei rifiuti totali. E dei 30 milioni di tonnellate prodotte, la metà viaggia su camion dal Sud verso gli inceneritori del Nord, con l’aumento dei costi e dell’inquinamento.

Anche per quanto riguarda la raccolta differenziata il divario è enorme: si va dal 69,6% della Lombardia e dal 73,6% del Veneto, al 30,7% del Molise e al 21,7% della Sicilia. Paragonando le regioni del Nord e quelle del Sud, si ottiene una media di smaltimento del 66% contro il 41%. Lo smaltimento dei rifiuti nel meridione, insomma, è inefficiente e costoso, dal punto di vista economico e ambientale. E non è un caso.

«LOMBARDIA MODELLO VIRTUOSO»

«La Lombardia è un modello virtuoso», spiega a tempi.it Massimo Ferlini, già presidente dell’Osservatorio nazionale rifiuti presso il ministero dell’Ambiente dal 2003 al 2007 e oggi presidente dell’associazione Remade in Italy, che si occupa di economia circolare ed è proprietaria del primo schema di certificazione accreditato in Italia per la verifica del contenuto di materiale recuperato in un prodotto. «La regione ha il massimo di recupero materiali, picchi di raccolta differenziata e non fa più ricorso a discariche». Come ha fatto? «Semplice, ha pianificato la costruzione di impianti e programmato a livello regionale, provinciale e comunale. Ora i territori sono tutti autonomi e autosufficienti».

Per Ferlini, la priorità in Italia è «tutelare il territorio», quindi è necessario «combattere le discariche, che producono più emissioni di un inceneritore». Al Sud la politica non ha fatto niente, o pochissimo, per risolvere il problema dello smaltimento: «I comuni che fanno la raccolta differenziata sono pochi, non sono stati fatti impianti di recupero e riciclo materiali, è stato opposto un muro alla costruzione di termogeneratori e inceneritori. Neanche le scelte alternative, come gli impianti di compostaggio, sono stati prese in considerazione. Cosa potevamo aspettarci, davanti a questo immobilismo, se non una situazione critica?».

«GRILLINI NEMICI DELL’AMBIENTE»

Le regioni del Sud sono costrette a «chiedere la solidarietà ad altre regioni o a paesi stranieri», continua Ferlini: «Ma ci rendiamo conto di quanto sia ridicolo che un paese avanzato tecnologicamente come il nostro debba tutti i giorni caricare camion e navi per farsi smaltire i rifiuti da altri paesi? Così non solo sprechiamo una montagna di denaro pubblico, ma creiamo le condizioni per gli smaltimenti illegali e i roghi di rifiuti di cui tutti si lamentano. È un sistema insensato».

Eppure il Movimento cinque stelle, tra gli altri, continua a opporsi all’apertura di nuovi termovalorizzatori. Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, li ha definiti «roba vintage», opponendosi a nuovi impianti in Campania e Sicilia.  «I veri nemici dell’ambiente», commenta l’atteggiamento del M5s il presidente di Remade in Italy, «sono quelli che dicono “no” a tutto. Posto che una discarica inquina più di un inceneritore, ci sono anche altre strade: nuovi tipi di discariche che fanno degradare certi rifiuti più rapidamente o altre forme di recupero. Le vie ci sono, ma chi dice “no” a tutto e non propone mai niente è solo un mascalzone. Il M5s è nemico dell’ambiente».

Se il Sud vuole colmare il divario con il Nord, l’unico modo è un cambio di atteggiamento da parte della politica e del territorio. Che potrebbe essere facilitato dal governo: «Tutte le regioni devono diventare autosufficienti», conclude Ferlini. «Il governo dovrebbe penalizzare quei territori che non lo sono e sostituire chi viene meno alle sue responsabilità».

Foto Ansa