Il nuovo Dan Brown sarà musulmano? Il caso Reza Aslan e il suo libro su Gesù

L’America discute sul Gesù raccontato dallo studioso islamico, con buona penna e molte incertezze storiche. Un po’ di polemica grazie a internet e le vendite si impennano

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Prosa scorrevole, argomento di comprovato interesse (da qualcosa come duemila anni), qualche tesi non nuova ma ardita e una buona dose di pubblicità gratuita offerta da una polemica diventata virale su internet. La storia dell’improvviso e folgorante successo di vendita negli Stati Uniti del libro Zealot: The Life and Times of Jesus of Nazareth riunisce in sé tutti gli stilemi del perfetto best seller dell’era 2.0 della cultura.

ERA UN LIBRO QUALUNQUE. Reza Aslan, americano di origine iraniana, è uno studioso di storia delle religioni e anche professore di scrittura creativa all’Università della California. Già autore di un best seller sull’islam (No god but God: The Origins, Evolution, and Future of Islam), Aslan ha da poco dato alle stampe una storia di Gesù, con l’esplicito intento di collocare la sua vicenda e la sua figura nel contesto economico e politico della Palestina dell’epoca. Niente di nuovo sotto il sole, se non fosse che Aslan, musulmano, viene invitato a presentare il suo lavoro in una trasmissione di Fox News, il network di riferimento dei conservatori statunitensi.

QUELLA BENEDETTA POLEMICA. «Che interesse ha un musulmano a scrivere un libro su Gesù?», chiede l’intervistatrice a un Aslan molto cortese nello spiegare che il suo è un lavoro frutto di una professionalità solida («studio questi temi da vent’anni») e non di un qualche interesse generato dalla religione. La domanda legittima si trasforma in polemica un po’ irritante (senza nessun affondo davvero interessante sui contenuti del libro) e il caso scoppia quando il filmato viene diffuso su internet e visto 4,5 milioni di volte sul sito Buzzfeed che lo titola perfidamente: “È l’intervista più imbarazzante mai realizzata da Fox News?”. 

PRIMO IN CLASSIFICA. Postato sabato su YouTube, il video è stato visto 600 mila volte e nel frattempo Aslan ha guadagnato 5 mila nuovi follower su Twitter, molti dei quali impegnati nell’insultarlo. Il libro, già nella top ten della classifica di Amazon dopo la pubblicazione il 16 luglio, ha incrementato le vendite del 35 per cento conquistando il primo posto in classifica. L’editore (Random House) ha appena annunciato di aver dato alle stampe 50 mila copie in più per far fronte alla domanda.

GESÙ O CHE GUEVARA? E i contenuti del libro? Bisogna fidarsi di chi lo ha già letto. Secondo il professore di Yale che l’ha recensito per il New York Times si tratta di un testo avvincente ma che incorre in numerose ingenuità storiche. A cominciare dal fatto che secondo Aslan dopo la morte di Gesù i cristiani sopravvivono in un filone greco che fa capo a Paolo e in uno che in Palestina riconosce la leadership di Giovanni. Un’ingenuità, prosegue il professor Dale B. Martin sul Nyt, è anche quella di affermare che «sarebbe stato “pressoché impensabile” per un ebreo di trent’anni non essere sposato».

REPUBBLICANO O DEMOCRATICO. In una delle numerose interviste seguite alla (benedetta) polemica con Fox News, Aslan spiega di essere sempre stato molto attratto dal Gesù rivoluzionario, un uomo a tal punto pericoloso per l’Impero Romano da essere torturato e crocifisso, una pena che all’epoca si comminava solo a chi davvero metteva in pericolo la stabilità della regione. «Il Gesù della storia – ha detto – sarebbe stato un pessimo repubblicano». Ma anche qui non c’è nulla di nuovo, solo l’antica tentazione che sant’Agostino rinfacciava ai pelagiani («Questo è l’orrendo e occulto veleno del vostro errore: che pretendiate di far consistere la grazia di Cristo nel suo esempio e non nel dono della Sua persona»), il vizio di trarre la lezione “politica” dal fatto di Cristo dimenticando il mistero dell’incarnazione di Dio. Un certo Joseph Ratzinger ha scritto pagine molto interessanti in proposito.

Il video dell’intervista di Reza Aslan su Fox News.

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