Referendum Bologna. Sacconi: «L’Italia si suicida se rinnega i suoi principi»

Intervista al presidente della Commissione lavoro: «Il referendum è frutto di una un’iniziativa ideologica promossa da ambienti laicisti»

REFERENDUMB-come-Bologna copiaAnche il presidente della Commissione lavoro al Senato Maurizio Sacconi si schiera a sostegno dei fondi alle scuole paritarie dell’infanzia e del sistema pubblico integrato bolognese. Per questo chiede di votare “B” come “bambini” al referendum del prossimo 26 maggio. «La libertà educativa è un principio della tradizione nazionale – ha detto a tempi.it – e l’Italia si suicida se rinnega i suoi principi».

Sacconi, perché è importate la battaglia di Bologna in difesa dei fondi alle scuole dell’infanzia paritarie?
Perché il referendum è il frutto di un’iniziativa ideologica promossa da ambienti laicisti che vogliono mettere in discussione i principi della tradizione nazionale, compresa la libertà educativa. I promotori del referendum non solo rifiutano questo principio naturale, ma anche la ragion pratica in base alla quale il sistema pubblico integrato bolognese promuove uno straordinario rapporto tra spesa e resa per la collettività, un modello più volte difeso dal sindaco della città Virginio Merola (che ha scritto una lettera ai bolognesi chiedendo di votare “B”, ndr).

Oltre a votare “B” al referendum, cosa suggerisce di fare ai cittadini di Bologna?
Occorre che chi crede nei principi della tradizione prenda atto dell’ampia portata di questo attacco ideologico che, ormai, si sviluppa a tutto campo. Bisognerebbe replicare esperienze come quelle dei comitati civici per difendere i principi della vita, della famiglia e della libertà educativa dagli attacchi sistemici. Personalmente auspico una mobilitazione che sappia unire credenti e non credenti. Quanto alla politica, invece, suggerisco al Pdl di configurarsi come un vero e proprio movimento politico neoconservatore la cui azione politica muova i passi dal presupposto dell’emergenza antropologica in corso e quindi dalla consapevolezza che è necessario difendere quei principi che non sono confinabili alla sola dimensione privata ma investono la dimensione pubblica.

Molti esponenti del Pd, a partire dal sindaco, si sono schierati in difesa del sistema pubblico integrato. Mentre Sel e i grillini sono contro. Come giudica questo fatto?
È certamente positivo che la ragion pratica abbia indotto una parte del Pd a difendere la sua stessa esperienza sussidiaria. Tuttavia, bisogna pur riconoscere che gli attacchi ideologici alla vita, alla famiglia e alle scuole paritarie provengono sempre da una certa sinistra che definirei nichilista. Dobbiamo, però, accorgerci tutti, sinistra compresa, che la posta in gioco di fronte a queste sfide è il futuro della nostra società, che si suicida se rinnega i suoi principi. Anche la vitalità economica e sociale hanno un nesso molto stretto con questi principi, di cui il pluralismo educativo è solo uno dei tanti.

@rigaz1