Reclutamento diretto dei docenti, braccio di ferro tra Regione Lombardia e governo

Il consiglio dei ministri giudica incostituzionale l’art. 8 della legge “Cresci Lombardia”. La legge però era stata precedentemente discussa con il governo. Formigoni: «Che strano, il governo impugna se stesso».

La giunta regionale della Lombardia ha messo all’ordine del giorno «la costituzione in giudizio di fronte alla Corte Costituzionale, a seguito dell’impugnatura del governo Monti, sulla norma della legge sviluppo (articolo 8, legge regionale 7 del 2012, la cosiddetta Cresci Lombardia) che prevede la possibilità per le scuole lombarde di reclutare direttamente gli insegnanti». La norma, approvata dalla Regione in via sperimentale e che permette alle scuole di scegliere i supplenti annuali, è stata impugnata dal consiglio dei ministri che si è appellato alla Consulta ritenendo che violi i «principi fondamentali in materia di istruzione». Che sia incostituzionale, insomma.

Il governatore Formigoni ha affermato che «è curioso, perché in questo modo il governo impugna se stesso». Infatti la legge regionale chiarisce che ogni accordo in tal senso è fatto «previa intesa con il governo nazionale». Nei mesi scorsi c’era stato un incontro a Milano tra l’assessore regionale all’Istruzione Valentina Aprea e il ministro Francesco Profumo, che, proprio su questo tema, aveva manifestato un’apertura. Formigoni, quindi, ha buon gioco a stigmatizzare: «O il governo non si fida di se stesso o, in questo caso, agisce a casaccio. Se non è d’accordo, basta che non firmi, non c’è il bisogno di disturbare la Corte Costituzionale». E conclude: «Mi limito a notare che la sperimentazione in campo scolastico è prevista dal titolo quinto della Costituzione».

E mentre dai banchi dell’opposizione in Consiglio regionale il consigliere Pd Fabio Pizzul dichiara che «da parte della giunta c’è stata una forzatura, un atto di propaganda. Esiste una bozza di accordo alla Conferenza Stato-Regioni, proprio per trasferire le competenze sulla gestione degli organici che porti una nuova riorganizzazione del reclutamento», l’assessore Aprea apre al dialogo: «Abbiamo chiesto al ministro Profumo di trovare una soluzione alternativa e abbiamo concordato di avviare una sperimentazione. Non appena le Regioni torneranno a sedersi al tavolo con lo Stato, sarà uno dei primi punti ad essere votato. Non so se riusciremo a farlo per settembre, ma andremo avanti comunque, in tempo per l’anno prossimo».