Rassegna ragionata dal web su: i dubbi di saggi moderati come Tajani e Bonomi riguardo alla riforma del Meccanismo, la rigidità degli eurofanatici, l’obiettivo di trattare alla pari con Francia e Germania
Il ministro degli Esteri e coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani (foto Ansa)
Il ministro degli Esteri e coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani (foto Ansa)
Su Huffington Post Italia Stefano Folli scrive: «L’unica grande novità, che ha cambiato la vita degli italiani, è stato l’ingresso nell’euro voluto da Ciampi e Prodi. I governi tecnici hanno avuto efficacia, ma tutti quelli politici, da Berlusconi ’94 in poi, si sono fermati alla retorica. Della riforma di pubblica amministrazione, giustizia, fisco e concorrenza, che ci sono indispensabili, neanche l’ombra».
È un peccato non essere d’accordo con Folli, opinionista di grande cultura e intelligenza, ma la sua visione della recente storia italiana è esattamente opposta alla mia. Le scelte di Carlo Azeglio Ciampi (inadeguatamente idealista) e di Romano Prodi (adeguatamente affarista) su privatizzazioni e trattato di Maastricht non sono le uniche riforme attuate in Italia, bensì sono quelle che hanno posto, non in sé ma per come sono state attuate, le basi di una disgregazione tale da impedire alla...
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