Questa serie non s’ha da trasmettere: «Irrispettosa del Corano»

Citizen Khan è una serie tv su una famiglia islamica di Birmingham appena partita sui canali della Bbc ma già rischia di chiudere per le proteste ricevute dagli spettatori musulmani: «Pressapochista e stereotipata».

Questa volta il proverbiale humour inglese non è servito a molto, visto che chi doveva cogliere l’ironia l’ha totalmente ignorata. Così la serie Citizen Khan, appena lanciata su Bbc 1, rischia di chiudere nel giro di pochi episodi perché durante la messa in onda il canale di punta britannico è stato sommerso di minacce e insulti per il modo «stereotipato sulla cultura asiatica, pressapochista sui costumi e irrispettoso nei confronti del Corano».

Al centro della storia ci sono mr Khan, ipotetico leader di una comunità pakistana inglese, grande appassionato di cricket, e la sua famiglia, composta da moglie e due figlie, Shazia e Alia, una delle quali sta per sposarsi. La storia si svolge a Birmigham, capitale del Pakistan inglese, per l’alta concentrazione di immigrati di tale nazionalità. I motivi di preoccupazione quotidiana di mr Khan sono i rapporti con il capo della moschea locale Dave e quelli con il fidanzato di sua figlia Shazia, Amjad.

Durante la messa in onda dell’episodio (che dura meno di mezzora) la Bbc ha ricevuto più di 200 mail di insulti e altrettanti messaggi di stato su Twitter da parte di utenti offesi per i temi trattati. Una scena in particolar modo ha sdegnato gli spettatori musulmani, quella in cui una delle due figlie, troppo truccata per essere musulmana, litiga con il padre che le dice di rimettersi l’hijab (il velo) e leggere insime il Corano. Uno commenta dicendo: «Una ragazza con un top senza maniche, il trucco e l’hijab? Questo è altamente improbabile, l’hijab circoscrive la modestia di una donna». Un altro twitta: «State insultando tutte le donne che orgogliosamente portano l’hijab», e via discorrendo. Dalla rete invece sono orgogliosi degli ascolti di questo episodio pilota, 3,6 milioni di spettatori, ma come faranno a gestire le proteste?