Quante fake news sul Congresso delle famiglie a Verona

Insulti, boicottaggi, contromanifestazioni. Ogni giorno ha la sua pena per gli organizzatori del XIII congresso mondiale. Parla Jacopo Coghe

Razzisti, omofobi, fascisti, sfigati. Gli organizzatori del XIII Congresso Mondiale delle Famiglie, in programma a Verona dal 29 al 31 marzo, ne hanno sentite dire di tutti i colori. Da Luigi Di Maio a Nicola Zingaretti, da Emma Bonino a Monica Cirinnà fino a Carlo Calenda è stato un susseguirsi di insulti ai partecipanti, fake news, boicottaggi per chi nel capoluogo scaligero vorrebbe, innanzitutto, parlare di famiglia, denatalità, politiche a favore della donna, tutela della vita dalla nascita alla sua fine naturale. Invece, niente, da qualche giorno i grandi giornali (ma anche siti come Open di Enrico Mentana) hanno messo nel mirino il mondo pro life italiano, anche giocando sulle divisioni in questo campo tra leghisti e grillini.

Jacopo Coghe, vicepresidente del Congresso, come se la spiega questa ostilità?

Non me la spiego, certi attacchi sono stati violentissimi. Prima la cagnara sul patrocinio poi le accuse di omofobia. Mi dispiace molto che si parli di questo, anziché dei temi che noi vorremmo sottoporre al dibattito pubblico.

Su quali argomenti?

Sulla denatalità, ad esempio. Tema importantissimo cui dedicheremo due sessioni del nostro congresso non solo per spiegare il fenomeno, ma anche per avanzare proposte su un doppio binario: sostegni economici e favorire una cultura che rimetta la famiglia al centro. Viviamo nel nostro paese il cosiddetto “inverno demografico”, che cosa vogliamo fare? Fare figli non è una questione di fede, ma anche economica: chi pagherà le pensioni nel prossimo futuro? Per questo metteremo sul tavolo alcune proposte che speriamo che la politica possa e sappia cogliere.

Secondo i vostri detrattori avete una visione della donna medioevale, la volete confinata in cucina o a lavare i panni a casa…

Si fa un gran parlare di pari opportunità, ma poi? Noi desideriamo che la donna sia libera di scegliere. Se vuole lavorare, aiutandola con tutte le politiche di sostegno che lo Stato può mettere in campo, ad esempio rinforzando il sistema degli asili nidi. Ma se vuole stare a casa, con un reddito di maternità.

Però siete pro life e quindi non potete parlare.

Un altro dei grandi temi del congresso sarà la tutela della vita dal concepimento alla sua fine naturale. Non chiediamo l’abrogazione della legge 194, non siamo dei don Chisciotte che vogliono fare le battaglie contro i mulini a vento, ma chiediamo che la norma sia applicata anche nella sua prima parte, quella che tutela la maternità. Così come sul fine vita siamo molto preoccupati che, dopo la pronuncia della Corte costituzionale, si vada verso una legge dall’accentuato sapore eutanasico.

Contro di voi se la sono presa soprattutto i grillini.

Abbiamo chiesto loro più volte un incontro, la possibilità di un dialogo. Non vogliono, hanno sempre alzato un muro.

E i giornali scrivono che al vostro congresso parteciperanno relatori come Theresa Okafor, «attivista nigeriana che nel 2014 ha proposto una legge che criminalizza le unioni tra persone dello stesso sesso».

È una fake news. La cosa assurda è che siamo stati noi e non i giornalisti a fare il famoso fact-checking, dimostrando che si tratta di accuse campate in aria.

Ora è partito anche il boicottaggio verso gli alberghi in cui alloggeranno i vostri ospiti.

È una cosa vergognosa e assurda. Circolano in rete gli indirizzi email degli albergatori i quali, poveretti, sono giorni che ricevono messaggi intimidatori se affitteranno camere ai partecipanti al Congresso.

E le femministe hanno organizzato una manifestazione a Verona contro di voi. Siete preoccupati?

Noi non ci saremmo mai permessi di fare una cosa simile: organizzare una manifestazione “contro” qualcuno, con l’unico scopo di disturbare. Spero che tutto si risolva tranquillamente perché le vedo un po’ agitate.