Quante cose si imparano da fratello killer Covid-19

Come mai c’è qualcosa nel frigo piuttosto che niente? E chi mai sosterrà i diritti diritti del coronavirus, anch’egli figlio di Madre Terra? Infine un rimprovero a Tempi

Scaffali vuoti al supermercato in Francia per il panico del coronavirus

Cronache dalla quarantena / 4

Come mai c’è qualcosa in frigorifero piuttosto che niente? Dopo i sessant’anni si inizia a capire che l’obbedienza è la più importante delle virtù operative. Chiuso in casa come tutti, e per di più con un’altra settimana da scontare (per Ordinanza Insulare) in stretta quarantena. Come mai nel frigo c’è qualcosa piuttosto che niente?

Perché, primo, i sardi non sono truci come qualche sapientone voleva rappresentare: se bussi ti sarà aperto (vicini e negozianti non si negano a farti la spesa).

Due, perché sono in buona compagnia (i miei compagni sono fuori quarantena).

Dunque il primum vivere e la filosofia si sposano felicemente. Tant’è che siamo subissati da cronichette analoghe a questa. Da blog e “diari dei giorni difficili” più raffinati del mio. Da ritiri spirituali via zoom. Smart Jesus Christ superstar via Teams. Commissioni comunali via intranet. E, invece di esercizi ignaziani, da burloni che fanno circolare post it che fanno morire dal ridere. Tipo quello del bulldog a passeggio al guinzaglio del Papa. Gesù che esce dal sepolcro con l’autocertificazione. Il povero quadrupede che non sa più cosa pisciare. L’uomo che finalmente gode ad andare a buttare l’immondizia…

Nella sua profondità Fabio Fazio ha chiamato tutto questo «mettere ordine non soltanto nel cassetto, ma anche in noi stessi». Perbacco. L’ironia fa bene ed è nelle corde degli italiani. Teniamocela stretta. Relativizza la pretesa implicita di essere noi padroni del mondo. La famosa t-shirt, keep calm, Dio c’è ma non sei tu, la dovrebbero indossare anche super intelligentoni come Beppe Grillo e Nicola Zingaretti.

Quante cose si imparano da fratello killer amminoacido! Il quale, non essendo neanche biologico non troverà neanche un vegano animalista unicista disposto a prendere le sue difese. Sì, certo, a parte questi qui che dai e dai, per non sapere come continuare a smarronarci sullo scioglimento dei Poli, hanno trovato interessante l’ipotesi che il coronavirus si annidasse in uno di quei ghiaccioloni a spasso per i mari del Nord e taaaac… il ghiacciolone si scioglie e il virus in cui si era trasformato Mago Merlino per ammorbare e sconfiggere Maga Magò nel cartoon Disney di Re Artù, finisce nel primo wuhanese che il partito comunista cinese ha mandato a rinfrescarsi al Polo. Che poi magari quello ha incrociato una spedizione di scienziati svedesi in contatto con la virologa Maria Rita Gismondo… e la frittata nell’igloo è fatta! Una pandemia mondiale! (Che poi, a dirla tutta, è solo un’influenza).

Ma insomma, chi mai potrebbe sostenere i diritti di Covid-19, anch’egli figlio di Madre Terra? Nessuno. Ovvio. Tranne Greta. E qui ricasca la lezione dei “pizzini” che il don Antonio Villa di Tarcento distribuiva e distribuirà ancora ai suoi scolaretti quando riaprirà la sua scuola in Friuli (anno di fondazione 1976, sotto il terremoto, ed è ancora lì sotto il Covid-19).

Dice un pizzino villano famoso:

«Non esistono diritti, esistono solo doveri, alcuni facili, alcuni meno facili».

Infine, caro successore direttore Boffi, devo dirti in tutta franchezza che mi ha sorpreso, e anche un po’ amareggiato, il fatto che Tempi non abbia trovato nemmeno un minuscolo spazio per segnalare il provvedimento con il quale, in margine agli interventi per l’emergenza coronavirus, il governo di Roma ha finalmente riconosciuto equità di trattamento economico a scuola statale e scuola paritaria. Dando finalmente applicazione alla legge sulla parità scolastica di vent’anni fa. Soprattutto rendendo così giustizia agli italiani, e disponendo risorse e buone energie per la ripresa del popolo, finita che sarà questa tremenda guerra. Spiace che debba segnalarlo io. E comunque, caro lettore, il testo della svolta epocale che l’esecutivo Conte ha impresso alla libertà di educazione in Italia, alla chetichella e con umiltà davvero ragguardevoli, si trova a questo indirizzo del Consiglio dei ministri.

Foto Ansa