Quagliariello, Pdl: «Princìpi, programmi, prospettive di Italia Popolare»

Il senatore del Pdl scrive al Corriere: «Restare uniti per preservare quella vocazione maggioritaria che rischiamo di smarrire per sempre»

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Con Silvio Berlusconi disposto a fare un passo indietro se Mario Monti ne farà uno avanti, assume tutta un’altra prospettiva l’incontro della neonata Italia Popolare voluto da Gianni Alemanno e da altri esponenti di spicco del partito come Franco Frattini, Gaetano Quagliariello, Maurizio Lupi, Maurizio Sacconi, Fabrizio Cicchitto, Roberto Formigoni, Eugenia Roccella e Andrea Augello.

Proprio il senatore Quagliariello in una lettera indirizzata al Corriere della Sera, spiega il senso di Italia Popolare: «In questo stretto crinale di fine legislatura, dobbiamo impedire che la nostra storia si allontani dall’originale ambizione: unire i moderati affinché l’alternativa alla sinistra possa essere vincente». Una lettera dove non si nascondo gli errori commessi e i veleni che hanno spaccato il partito. Tuttavia, «in questi giorni – prosegue il senatore – è accaduto un fatto importante. In linea con il percorso avviato nel 1994 si è improvvisamente aperta la prospettiva dell’unificazione dei moderati. Mario Monti è stato riconosciuto come possibile fondatore di un mondo. Ancora una volta come nel 1948 e nel 1993, l’Italia che non si riconosce nella sinistra ufficiale si trova a un bivio. I nostri interlocutori in campo politico e sociale possono cogliere la posta in gioco oppure rimanere avviluppati nei tatticismi. I prossimi giorni segneranno il futuro del centrodestra del paese. Per capire se la sinistra può ancora essere sconfitta bisognerà avere delle risposte. Innanzi tutto da Mario Monti, ma anche dal mio partito. Questo è il senso della manifestazione di domani a Roma al teatro Olimpico: indicare princìpi, programmi, prospettive. Restare uniti per preservare quella vocazione maggioritaria che rischiamo di smarrire per sempre».

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