«Putin ha perso la testa»? Forse, ma tanti russi sono con lui e la nuova Ucraina non è poi così “nuova”

Due sondaggi russi rivelano che il consenso per il presidente supera il 70 per cento. E certi personaggi ultranazionalisti di Kiev spaventano

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Putin «vive in un altro mondo», «ha perso la testa», è un «dittatore che ha finito per credere alla sua stessa propaganda» riguardo alla crisi ucraina? Forse è così come lo dipingono i maggiori attori politici e quotidiani, ma di certo non è da solo.

SONDAGGI. Come documenta un articolo del Washington Post, due recenti sondaggi russi mostrano che il presidente non è mai stato così popolare da tre anni a questa parte. La scorsa settimana le rilevazioni del Russian Public Opinion Research Center hanno dato il suo apprezzamento al 71,6%, cioè 9,7 punti percentuali in più di metà febbraio. Ma, si potrebbe obiettare, la casa sondaggistica è statale e pertanto manipolata e poco affidabile.

NAZIONALISTI UCRAINI. Eppure, anche il Levada Center, centro indipendente e piuttosto rinomato, ha stimato in un recente sondaggio il suo consenso al 72%, cioè 7 punti percentuali in più rispetto a gennaio. Come prima, si tratta di un record.
Sempre secondo Levada, il 37 per cento degli intervistati pensa che l’Ucraina sia stata occupata da estremisti nazionalisti e il 36 per cento ritiene sia nel caos. Ancora, il 67 per cento dà la colpa della crisi in Crimea ai nazionalisti ucraini. La visione ufficiale del Cremlino, dunque, è ampiamente sostenuta dalla maggior parte della popolazione russa e circa il 65 per cento di loro ritiene che Mosca faccia bene a proteggere i diritti degli ucraini di etnia russa in Crimea.

RUSSIA CRISTIANA. Ora, come sempre la realtà è più composita del risultato di un sondaggio: come riporta Russia Cristiana, sono tanti i russi a schierarsi contro l’invasione della Crimea e a protestare contro Putin. «Non più tardi di lunedì 24 febbraio – scrive la ricercatrice Giovanna Parravicini – in centro Mosca la polizia ha fermato oltre 600 persone che si erano assiepate per protestare contro le pesanti condanne giudiziarie inflitte ad alcuni protagonisti delle “passeggiate di protesta” che da ormai due anni raccolgono voci di protesta nel paese».

tempi-copa-ucraina-putin-obamaSE SUCCEDESSE IN AMERICA? Però a dare a Putin del “pazzo” si pecca di manicheismo, non si tiene conto della complessità della vicenda ucraina e delle diverse anime che vivono nel paese, e non si racconta neanche tutta la verità: «Facciamo conto che in America i Tea Party dicano che Obama ha violato la legge americana e la Costituzione con l’Obamacare. Che circondino la Casa Bianca. Lancino bombe molotov sulla Casa Bianca e sulle guardie di sicurezza. Obama fugge e i Tea Party mettono Ted Cruz alla Casa Bianca. Potremmo dire che questa è democrazia?».
Ragiona per iperboli Stephen Cohen, professore emerito a Princeton e alla New York University, studioso di Russia da una vita e columnist della rivista di sinistra Nation. Da sempre un difensore di Putin, non è l’ultimo arrivato e accusa i media americani di «demonizzare sistematicamente» il presidente russo.

«LEGITTIMI INTERESSI». Secondo Cohen, riporta il Foglio, «ci si può stupire se Putin reagisce rivendicando i legittimi interessi della Russia? L’America lascerebbe correre se la Russia estendesse la sua influenza al Canada? (…) Questo è un colpo di Stato e le telefonate della funzionaria del dipartimento di Stato Victoria Nuland, che durante le proteste di piazza già sceglieva il successore di Yanukovich, mostrano che è stato l’Occidente a fomentarlo».
La Russia avrà anche i suoi interessi, non è illegittimo averne, ma per evitare una nuova Guerra Fredda dovrà trovare un accordo con l’Occidente perché a ragione l’Ucraina non ha alcuna intenzione di farsi scippare, in modo più o meno legale, un pezzo del suo territorio.

russia-ucraina-nazi-nazionalistiNOSTALGICI DEL NAZISMO. Ma quando il generale David Petraeus, pochi giorni fa, affermava che Kiev deve «assumere un atteggiamento più equilibrato e dare garanzie sulle basi e sul trattamento della popolazione russa in tutto il paese», enunciava una preoccupazione che ha una ragion d’essere. La nuova Ucraina risultata dalla protesta di piazza Maidan, come sottolineato da un articolo di Tempi attualmente in edicola, ha molto di vecchio: «I ministri del nuovo esecutivo affiliati a Svoboda, il partito ultranazionalista e xenofobo che ha alimentato le violenze della piazza, sono ben quattro, e comprendono un vice primo ministro, Oleksandr Sych, e addirittura il ministro della Difesa, l’ammiraglio Ihor Tenyukh».
Il fatto che Svoboda, prima del 2004, avesse come simbolo il “dente di lupo” (oggi vietato in Germania), adottato da molte unità militari nella Germania nazista non può lasciare indifferenti. Questi ultranazionalisti rappresentano solo un terzo della protesta, composta per la maggioranza da ucraini che volevano più dignità e stufi della corruzione, però ci sono e alcuni sono anche al potere. Tenerne conto, è d’obbligo (a proposito, la visione del breve video sottostante della Bbc è consigliata).

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