Proposte sanzioni alla Siria di Assad: veto di Cina e Russia – RS

La repressione in Siria delle rivolte finora è costata 2.700 morti. Il documento europeo che prefigurava possibili sanzioni Onu è stato approvato da nove paesi con quattro astensioni ma Cina e Russia, scatenando l’ira generale, hanno posto il veto. Pechino: «Non interferenza». Mosca: timori per una nuova Libia

“Gli amici si vedono nel momento del bisogno. E della Siria, che da mesi resiste con la repressione a una rivolta popolare costata 2.700 morti, la Cina e la Russia sono amici. Lo hanno dimostrato a New York, quando il doppio veto di Pechino e di Mosca ha affossato una risoluzione di condanna a Damasco. Stilato dall’Europa, il documento prefigurava possibili sanzioni Onu contro il regime di Bashar Assad. Inutili i nove voti a favore, irrilevanti le quattro astensioni. (…) Gli Usa additano «il facile trucchetto di chi preferisce vendere armi al regime siriano piuttosto che parteggiare per il popolo»” (Corriere, p. 16).

“Provando a spiegare, l’ambasciatore russo all’Onu ha esplicitato i timori di uno scenario libico prodotto da una «filosofia della contrapposizione», anche se poi il suo ministero ha precisato che «non siamo gli avvocati di Assad». Pechino si appella alla «non interferenza», aggiungendo: «Mettere pressione ciecamente alla Siria non serve ad alleviare la situazione». Tra le primavere arabe, la crisi siriana appare a Pechino come la più inquietante perché – tra l’altro – la natura del regime di Assad, con un partito unico di matrice socialisteggiante, non è così distante dalla struttura del potere della Repubblica popolare” (Corriere, p. 16).