Prima intervista del leader di Al Qaeda in Siria: «La vittoria è vicina. Vogliamo instaurare la sharia»

Nella prima intervista televisiva mai rilasciata Abu Mohammed Al Joulani, leader di Jabhat Al Nusra, afferma ad Al Jazeera: «Non riconosceremo i risultati di Ginevra II»

Nella prima intervista televisiva mai rilasciata Abu Mohammed Al Joulani, leader di Jabhat Al Nusra, milizia legata ad Al Qaeda che combatte in Siria per rovesciare il regime di Bashar Al Assad, rivela ad Al Jazeera che «la nostra vittoria è vicina» e che «non riconosceremo i risultati di Ginevra II».

«GUERRA QUASI VINTA». Il leader dei terroristi islamici, colpevoli di alcuni tra i più gravi crimini contro l’umanità commessi in questa guerra, afferma che «la guerra è quasi vinta, siamo circa al 70 per cento e ormai manca poco (in realtà l’esito dei combattimenti è più favorevole al regime che ai ribelli, ndr). Vinceremo presto, è questione di giorni e preghiamo Dio di culminare con la gloria i nostri sforzi».
Al Joulani, che si trova a capo di un numero imprecisato di guerriglieri stimato tra le 5 mila e le 20 mila unità, ricorda che «il nostro obiettivo è creare uno Stato siriano governato dalla legge islamica (sharia)».

«NON RICONOSCIAMO GINEVRA II». Parlando senza farsi riprendere in volto ad Al Jazeera per non rivelare la sua identità, Al Joulani continua: «Non riconosceremo Ginevra II, a prescindere dai risultati che raggiungerà e neanche i bambini e le donne di Siria lo faranno. Chi parteciperà a quella conferenza non rappresenta il popolo che si è sacrificato versando il suo sangue. Chi li ha autorizzati a rappresentare la gente? Non hanno una presenza sul territorio».